Totò news 2015

Mostre,spettacoli,eventi e tutte le manifestazioni dedicate a Totò nel 2015

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- Principe Antonio de Curtis - in arte " Toto' "

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"Totò memories"

“Totò Memories” è ONLINE! Seguite il progetto di ProduzionidalBasso: http://linkpdb.me/7069 Porterà alla pubblicazione in primavera del LIBRO+DVD della prima inchiesta approfondita sulla mancata apertura del museo, come di ogni altro luogo che commemori Totò a Napoli.
Perché sia possibile è necessario il VOSTRO CONTRIBUTO!
Se desiderate una copia del Libro+Dvd, potrete prenotarlo sin d'ora e diventare sostenitori del progetto di stampa e pubblicazione!
Farlo sarà molto semplice e richiederà pochi passaggi:
- REGISTRATEVI al sito: www.produzionidalbasso.com
- andate alla pagina del progetto Totò Memories http://linkpdb.me/7069;
- cliccate “PRENOTA” e riservate il numero di quote desiderate attraverso il pulsante “SCEGLI” (che troverete anche nella sezione “Ricompense”);
- attendete la mail di CONFERMA per completare la prenotazione, cliccando il link che vi verrà inviato (fate attenzione, a volte le mail di conferma finiscono nella cartella Spam);
- quando riceverete il messaggio di conferma di ProduzionidalBasso, sarete ufficialmente SOSTENITORI del progetto! Impegnando oggi 15 euro (che pagherete solo al ritiro della copia prenotata), darete a noi l'opportunità di pubblicare la nostra inchiesta.

fonte comunicato stampa





"Totò: crescit eundo col passare del tempo"

Teatro San Marco
Via San Bernardino, 8
Trento

9/10 febbraio 2015 "Totò e le donne" di Steno e Mario Monicelli – Italia 1952
16/17 febbraio 2015 "Miseria e nobiltà" di Mario Mattòli – Italia 1954






"Miseria e nobiltà"

Miseria e nobiltà di Eduardo Scarpetta
regia di Benedetto Casillo Il classico del repertorio partenopeo per eccellenza, uno spettacolo che raccoglie in se il meglio della comicità, rievocando con lo spirito moderno e rispettoso della tradizione del Casillo regista, le più celebri battute del Novecento.
Dal 30 Gennaio 2015 al teatro Sannazzaro di Napoli




"Miseria e Nobiltà" nella rassegna teatrale di InProgetto

Doppio appuntamento con una delle commedie napoletane più amate ed apprezzate dal pubblico. Stasera e domani al teatro Il Girasole di Nettuno arriva una delle opere più famose di Eduardo Scarpetta.
Weekend ricco di emozioni e grandi risate. Questo fine settimana la rassegna teatrale di InProgetto raddoppia i suoi appuntamenti. Consapevoli della bravura degli attori che calcheranno il palco, ma soprattutto consapevoli dell'interessse del pubblico per uno dei grandi classici della commedia napoletana, Roberto Lucci e il suo staff hanno deciso di proporre lo spettacolo di questa settimana in due serate. Stasera alle 21 e domani alle 18, presso il teatro Il Girasole di Nettuno, il pubblico potrà assistere alla messa in scena di una commedia divertente e coinvolgente: Miseria e Nobiltà.
A recitare sul palco la compagnia teatrale dei “SognAttori”, per la regia di Gianni Iovine, composta da una notevole quantità di attori: Gianni Iovine; Gelsomina Pilato; Mariano Battista; Giuseppe Ricci; Laura Lucugnano; Marianna De Micco; Gennaro Imparato; Roberta Pagano; Giovanni Musella; Mauro Forchia; Alessio Di Fabio; Daniele Esposito; Fenny Marchesin; Antonio Tombolillo; Nicola Sarconio; Lia Carotenuto.
Una commedia basata sull’equivoco, questa è la forza di Miseria e Nobiltà. Scritto da Eduardo Scarpetta, la commedia trascina il pubblico in un’atmosfera tipicamente napoletana. Con il suo dialetto marcato ed orecchiabile ed il crescendo di equivoci, la messa in scena cattura e diverte il pubblico, che per tutti e due gli atti segue con interesse le vicende che si generano intorno all’amore tra il giovane e nobile Eugenio e Gemma, figlia di Gaetano, un cuoco arricchitosi. Ruolo chiave all’interno della rappresentazione è quello di Felice Sciosciammocca, interpretato nella versione originale dall’indimenticabile Totò, che nel suo ruolo di scrivano povero incarna perfettamente una delle più celebri maschere della commedia napoletana.

articolo di Eleonora D'Ippolito tratto da www.ilgranchio.it




"Miseria e nobiltà"

Teatro Pegaso - Viale cardinal Ginnasi (Roma)
Associazione Teatrando
Dall’8 al 25 GENNAIO 2015
MISERIA E NOBILTA’
Di Eduardo Scarpetta – Regia Antonia Di Francesco

Lo squattrinato Felice Sciosciammocca mantiene la famiglia facendo lo scrivano e condividendo la casa con la famiglia del’amico Pasquale, fotografo. La convivenza è difficile, soprattutto quando la miseria non facilita le cose. Un giorno il marchesino Eugenio bussa alla loro porta per chiedere un favore; innamorato della bella Gemma, di professione ballerina, non può sposarla perché i suoi nobili parenti gli negano il consenso. D’altro canto, il futuro suocero, vuole conoscere la sua nobile famiglia.
Il marchesino dunque chiede a Felice e Pasquale di travestirsi e fingere di essere i suoi nobili familiari e di presentarsi con lui a casa di Gemma. Ma la situazione si complica….
La celeberrima commedia di Eduardo Scarpetta al Teatro Pegaso, per iniziare l’anno nuovo all’insegna delle risate e del buonumore. Antonio Abet, Filippo Valastro, Antonia Di Francesco, Ione Pagliaro, Edoardo Introno, Stefano Febi, Armando Calderoni, Rossella Visconti, Fabrizio Caiazzo, Federica Caiazzo, Edoardo Marinangeli, Maurizio Di Berardino






"Fisciano: Penta “Incontro” venerdì letterario su Totò"

Il propositivo ed attivo circolo “Incontro” della frazione Penta, retto dall’alacre avvocato Enrico Celentano, ha organizzato per venerdì prossimo 23 gennaio, ore 19.30, un evento inerente la cinematografia nella storia del costume nazionale e regionale, partenopeo. L’happening ha (avrà) come tema: “I rapporti tra Totò e la censura del suo tempo”, in una simpatica e amichevole conversazione con Franco Del Regno. È un giovane e promettente “studente lavoratore” delle nostre zone, sposatosi con Marianna Del Regno – appartenente a una famiglia dell’Avellinese (Montoro). Il suocero, anche lui di nome Franco Del Regno, è un noto e stimato avvocato. Sua moglie è insegnante, si chiama Antonietta Pecoraro. Il testo è oggetto della sua tesi di laurea, sostenuta – per i primi tre anni – presso l’università (anche telematica) “Niccolò Cusano”, a Roma. Il valido neolaureato ha redatto questa tesi in Storia Contemporanea, alla facoltà di Scienze Politiche. Il suo mentore, il professor Berardi. Un argomento curioso e particolare, interessante e desueto – trattato con molta perizia e competenza.
Il relatore ama il cinema e ha avuto a cuore tale tematica, che riprende la storia degli anni in cui Totò, all’anagrafe Antonio De Curtis – di discendenza nobiliare (lo si definiva “principe” De Curtis, principe anche del rione Sanità e/o della risata) – recitava e agiva, con buona pace di tanti snob del cinema d’essai in quel periodo – pur ricco di fermenti, iniziative e attività. La chiacchierata, informale e colloquiale, durerà un’oretta. Scopo dei settanta e più soci di “Incontro”, quello di attuare una sorta di “venerdì letterari”, dei caffè, delle occasioni o momenti di riflessione critica su scienze umane, sociali e artistiche. Enrico Celentano ha invitato all’occasione anche le autorità e Michele Bosco, figlio del deceduto Antonio, grande collezionista e conoscitore delle opere di Totò; anzi: uno dei massimi esperti a livello nazionale e forse internazionale del principe De Curtis. Infine ci sarà il mandolinista Pompeo Romano, ad allietare l’uditorio – che sicuramente sarà folto – con alcune tra le indimenticabili canzoni di questo generoso partenopeo, celebre ormai in tutto il mondo e citato anche dal linguista Tullio De Mauro in sue pubblicazioni inerenti la linguistica, come riunificatore della società italiana. Il circolo è stato fondato nel lontano 1975.

articolo tratto da www.dentrosalerno.it





"Girando a Cinecittà, 1937-1989"

Il 24 gennaio 2015 arriva “Girando a Cinecittà, 1937-1989”, la mostra che racconta la storia degli Studios attraverso le più importanti produzioni che si sono susseguite all’interno della fabbrica dei Sogni.
Un viaggio attraverso i generi cinematografici che hanno caratterizzato la storia del cinema: le grandi produzioni americane della "Hollywood sul Tevere", la commedia all’italiana, il neorealismo e gli spaghetti western.
Un percorso che rende omaggio agli interpreti più famosi e alle pellicole più celebri della storia del cinema.
"Girando a Cinecittà", racconta dal 1937 al 1989, la storia di Cinecittà e delle produzioni più importanti che si sono susseguite negli Studios e che hanno costituito la storia del cinema. Un percorso che rende omaggio agli interpreti più famosi e alle pellicole più celebri attraverso una ricca selezione di immagini fotografiche, montaggi di estratti filmici e un’accurata selezione di costumi. La mostra presenta film storici e di propaganda - "L’assedio dell’Alcazar", 1940; "La Corona di Ferro", 1941 - estratti filmici del Neorealismo - "Miracolo a Milano", 1951; "Bellissima", 1951; "Umberto D", 1952 – e un’ampia selezione dedicata al cinema internazionale della "Hollywood sul Tevere": Audrey Hepburn; Jayne Mansfield, Ava Gardner e le italiane Loren, Lollobrigida, Mangano sono solo alcune delle celebrità attorno alle quali nasce il fenomeno del divismo. I costumi esposti rievocano interpreti e pellicole indimenticabili: Alida Valli e Farley Granger, in "Senso", 1954, di Luchino Visconti; Elizabeth Taylor e Richard Burton ne "La Bisbetica domata",1967 di Franco Zeffirelli; il costume di Totò ovvero Don Saverio Petrillo,“O pazzariello”, nel film "L’oro di Napoli", 1954, di Vittorio De Sica; l’abito di scena di Clint Eastwood in "Per un pugno di dollari", 1964, di Sergio Leone. Gli Spaghetti Western, la commedia all’italiana e gli anni settanta e ottanta sono raccontate in tre diversi ambienti tematizzati da scenografie appositamente realizzate. Il percorso si chiude con l’ingresso nell’ultima sala interamente dedicata ad un grande maestro del cinema, Sergio Leone: uno spazio la cui scenografia è ispirata a "C’era una volta in America" e in cui vengono proiettati estratti dei suoi capolavori: "Il colosso di Rodi",1961; "Il buono, il brutto il cattivo",1966; "C’era una volta il west"; 1968; "Giù la testa",1971; "C’era una volta in America", 1984.
La Mostra è organizzata dal Cine District Entertainment a Cinecittà a Roma.




“Totò Sketch"

Giovedì 22 gennaio ore 21.30
Totò Sketch con:
Daniele Sepe, Roberto Giangrande, Tommy de Paola, Enrico del Gaudio
«Ho cercato di immaginare Totò come un attore d'inizio secolo, costretto a recitare senza l'apporto del sonoro - dice Daniele Sepe - poi ho giocato a creare una colonna sonora che, come avveniva nei film muti, spiegasse l'azione e caratterizzasse i personaggi. È stata un'operazione tutto sommato semplice perché l'eccezionale mimica di Totò non solo ha permesso di trasformarlo in un attore del cinema muto, ma ha guidato l'orchestrazione quasi dirigendola. Assistendo allo spettacolo si noterà come i musicisti non abbiano a disposizione una partitura ma si lascino guidare dalle immagini che spesso dirigere lo stesso Totò».




“Misera e nobiltà”, commedia di Eduardo Scarpetta al Teatro Zappalà

Palermo, dopo lo show “2015 Personaggi” con un fantastico Max Giusti, una delle più divertenti commedie italiane sarà rappresentata al Teatro Franco Zappalà, di Via Autonomia Siciliana 123/a: “Miseria e Nobiltà”, scritta da Eduardo Scarpetta nel 1887. Il figlio Eduardo De Filippo ne volle portare in scena una sua versione nel 1954 e nel 1955 fu trasposto per il cinema da Mario Mattioli e Totò che intendevano così celebrare la grandezza dell’autore.
Cavallo di battaglia dei più grandi attori partenopei e non solo, il lavoro è presentato nell’edizione del regista, M° Franco Zappalà che pur rimanendo fedele alle versioni precedenti dell’opera, ne crea la sua particolare visione che nasce dalla sua abitudine alla pura prosa e che in questo lavoro si dimostra particolarmente frizzante. I tempi scenici sono serrati, e tutta la commedia è colma di trovate inusuali e inaspettate nonché piena di geniali colpi di scena per il puro divertimento del pubblico.
La scelta del regista relativa all’allestimento della commedia, resta classica e fedele all’idea originaria di Scarpetta. Ritroviamo infatti nel primo atto, l’immagine della povertà con i palesi risvolti psicologici che da essa derivano nei personaggi in scena, invece nel secondo atto, l’opulenza dello sfarzo dovuto ad una ricchezza non ereditata da nobili natali ma da un arricchimento costruito che si mostra quindi eccessivamente pacchiano e chiaramente non abituale per i protagonisti.
Miseria e Nobiltà, produzione d’eccellenza del repertorio della commediografia italiana, vedrà Toti e Totino, celebri attori e cabarettisti di fama non solo regionale, rivestire i panni che furono di Eduardo De Filippo, di Totò e di molti altri mostri sacri del Teatro Italiano. Per la prima volta, nel loro percorso artistico, vengono inseriti per una precisa scelta del regista, all’interno del cartellone del Teatro Franco Zappalà, che come è noto, ha fatto la storia del Teatro in Sicilia, attraverso i vari capitoli della tradizione del teatro popolare siciliano. Il navigato regista afferma di essere convinto che con Miseria e Nobiltà, per Toti e Tonino inizi una nuova fase della loro professione e un nuovo ciclo della loro carriera.
I due attori per loro stile, normalmente ripercorrono il classico modo di recitare “spalla-comico” con il quale, mediante la genialità delle loro naturali battute e la facilità nello scambiarsi i ruoli, mettono in risalto le loro capacità attoriali, Franco Zappalà cresciuto all’interno di un teatro d’arte e di tradizione esalterà i loro tempi comici e la loro capacità di improvvisazione. Si può affermare con certezza quindi che questo connubio tra regia e artisti di tutta la compagnia sarà l’ingrediente principale del successo di questo esilarante lavoro, fucina di nuovi progetti per la crescita del Teatro in Sicilia.
La storia è ben nota: è un’esilarante tragicommedia che racconta dell’amore di un giovane nobiluomo per Elena, figlia di un povero arricchito e degli innumerevoli stratagemmi e mirabolanti peripezie escogitati dai protagonisti di umili natali, per consentire al giovanotto dal sangue blu di coronare il suo amore, nonostante l’insormontabile differenza di ceto sociale.
Nel Cast troviamo oltre Toti e Totino, il più piccolo della famiglia Zappalà, alla quinta generazione di artisti, Nino Mattia Zappalà, nel ruolo di Michelino (che fu il primo personaggio interpretato da Eduardo De Filippo), Paolo La Bruna nei panni del padrone di casa Don Gaetano, Paolo Tutone nel ruolo del Cav. Paolo Pignata, Antonella Mucè nel ruolo di Lucia, Lucrezia Scilla della ballerina, Elena Salvo Dolce nei panni del cameriere Vincenzo e del fratello gemello, Silvana Di Salvo sarà Carmela, Giorgia Migliore, Maria e Paride Cicirello sarà il marchesino.

articolo tratto da www.ilmoderatore.it





"Ricordando Totò"

Domenica pomeriggio dedicata a Totò con la Belle Epoque e la rassegna teatrale Ritroviamoci al Rasi
L'Associazione Capit Ravenna, in collaborazione con il Comune di Ravenna e grazie al sostegno della Banca di Credito Cooperativo ravennate e imolese, presenta un altro appuntamento della rassegna teatrale “Ritroviamoci al Rasi”.
Domenica 18 gennaio, alle ore 15.00, presso il Teatro Rasi di via di Roma 39 a Ravenna, le voci solite della Compagnia d'operette “La Belle Epoque” - Dianora Marangoni, Vittorio Regina, Enrico Zagni, Valentina Domenicali, Alessandro Tampieri – ci condurranno in un'emozionante spettacolo dedicato all'Antonio de Curtis attore, poeta e musicista.
Un fantastico repertorio musicale dai più sconosciuto, che andrà al di là delle classiche canzoni che hanno fatto da colonna sonora ai successi cinematografici e un ampio spazio alla poesia, sempre ispirata dall'amore e dal fascino indiscreto di una Napoli inedita. Verranno inoltre riproposte alcune delle scenette comiche più famose ed esilaranti che hanno segnato un'epoca cinematografica e teatrale ancora oggi ineguagliabile.
La produzione è realizzata con musiche eseguite dal vivo dall'orchestra del M° Tazzari, ed interazioni video con i cantanti e gli attori della compagnia.
Lo spettacolo è adatto ad ogni fascia di età. La biglietteria apre un'ora prima dell'inizio dello spettacolo.

Perché realizzare uno spettacolo sul grande comico napoletano? Semplicemente perché una Compagnia di Operette come la Belle Epoque non può fare a meno di ricordare il più grande , che ha dato il via ad un intera generazione di comici fino ai giorni nostri.
Lo spettacolo vuole soprattutto sottolineare l’aspetto poetico di Antonio de Curtis,attraverso le voci soliste della Compagnia, alla riscoperta di un fantastico repertorio musicale dai più sconosciuto, che andrà al di là delle classiche canzoni che hanno fatto da colonna sonora ai successi cinematografici. Ampio spazio anche alla poesia di Totò, che ci consegna un autore sempre ispirato dall’amore e dal fascino indiscreto di una Napoli inedita. ‘A cunzegna, ‘uocchie ‘ncantatore, l’acquaiola , ‘a livella ed altre ancora a sottolineare il percorso poetico di Totò. Lo spettacolo prevede inoltre la riproposizione di alcune delle scenette comiche più famose ed esilaranti che hanno segnato un epoca cinematografica e teatrale ancora oggi ineguagliabile. La produzione è realizzata con musiche eseguite dal vivo dall’orchestra del M° Tazzari, ed interazioni video con i cantanti e gli attori della Compagnia.
Ricordando Totò , ricordando il miglior periodo della ricostruzione del nostro paese attraverso le espressioni allegre e malinconiche del più grande comico e attore della commedia dell’arte che l’Italia possa vantare.

articolo tratto da www.ravennanotizie.it





"Il medico dei pazzi "

Sabato 17 gennaio 2015, ore 21.00, al Nuovo teatro di Cannobio “Il Medico dei Pazzi” regia di Enzo Rapisarda secondo appuntamento della stagione teatrale cannobiese.
Con “Il Medico dei Pazzi” Commedia comica in due atti di Eduardo Scarpetta, Regia di Enzo Rapisarda riprende la stagione teatrale di Cannobio. Scenografie, costumi, ritmi veloci ed interpretazioni impeccabili fanno della regia dello stesso Rapisarda un altro successo per i maggiori teatri d’Italia dopo i già rappresentati “Miseria e Nobiltà”, “Tre pecore viziose”, “Due mariti imbroglioni”, “Un Turco Napoletano”, “I nipoti del Sindaco” e “L’amico di papà”.
La trama del Medico dei Pazzi” racconta di Felice Sciosciammocca, maschera creata da Scarpetta e resa celeberrima da Totò, arrivato a Napoli dal paese di Roccasecca dov’è Sindaco, per rivedere il nipote Ciccillo e soprattutto l’ospedale dei pazzi diretto dal nipote che invece gli ha sempre mentito e fingendo di essere medico gli ha sempre spillato quattrini per finanziare la sua carriera nel campo della psichiatria.
La trovata di Ciccillo di portare lo zio a visitare la Pensione Stella, spacciandola per l’ospedale dei pazzi, confidando nell’eccentricità dei personaggi che la abitano è il pernio intorno al quale si sviluppa tutta la farsa di Scarpetta con una serie continua di battute ed equivoci che fanno ridere il pubblico a crepapelle.
Il valore della commedia sta nella caratterizzazione dei finti pazzi: l’attore in costume di scena che prova l'Otello, il musicista che spera di partire per nuove tournée, donna Amalia, vedova e padrona della Pensione, che cerca di trovare un marito alla timida e alquanto brutta figlia Rosina la quale, di fronte all’esuberanza della madre, non riesce che a ripetere poche cose come da insegnamenti subiti, un Colonnello della Cavalleria in pensione stufo dei continui scherzi di cui è fatto oggetto, una vedova inconsolabile che vede sempre e in ogni luogo il defunto marito Pasquale.
Su tutti, travolto dalla girandola di sketches, c’è Felice Sciosciammocca, magistralmente interpretato da Enzo Rapisarda che convinto della pazzia dei “pazienti” è lontano dall’immaginare che questi non siano altro che ignari ospiti della Pensione Stella i quali, sì sono un poco eccentrici ma totalmente sani di mente. Il messaggio potrebbe essere interpretato come un elogio della follia, perché a volte un po’ di sana pazzia fa bene, dato che è segnale di libertà.

articolo tratto da www.verbanianotizie.it





"Abiti da Oscar, il bello del cinema "

Cento anni di cinema conservati tra le pieghe di un abito da ballo, di una tunica da prete, di una giacca da dandy. Vestiti da sogno disegnati da grandi artisti e realizzati da immensi artigiani: ecco la mostra «I vestiti dei sogni, la scuola italiana dei costumisti per il cinema» , che per la prima volta vede insieme il trionfo in stoffe preziose dei nostri premi Oscar. Una categoria che in tema ha dato molto: 12 le statuette in 100 anni, una fantasia legata a una capacità artigianale senza uguali. Mostra questa, che ha anche il merito di rilanciare un gioiello di museo, Palazzo Braschi, affacciato su piazza Navona a Roma, chiuso per anni di restauro e ora rilanciato.

In questa occasione i vestiti dialogano con opere di Gian Domenico Porta, con vedute di Roma, con busti di imperatori. Atmosfera spuria, affatto lugubre. Era questo il timore di Milena Canonero, Premio Oscar che qui ha portato gli abiti della sua premiata «Marie Antoniette»nel film firmato da Sofia Coppola: «Non fate l’ennesima mostra di morti con vestiti che non hanno vita», aveva chiesto come una preghiera al curatore Gian Luca Farinelli. Desiderio esaudito: una sala, un costumista, un film dedicato, immagini vive, di enorme suggestione. Ecco Audrey Hepburn che danza in «Guerra e Pace» di King Vidor nel suo fantastico abito bianco disegnato da Maria De Matteis e realizzato dalla Maison Gattinoni. Ecco l’altro ballo, quello de «Il Gattopardo»di Visconti con un Burt Lancaster che si sentì veramente Principe di Salina, indossando il suo frac. Ecco la giacca di Jep Gambardella che apre la mostra, disegnato da Daniela Ciancio per «La Grande Bellezza» di Sorrentino, ecco il grande Piero Tosi, l’unico ad aver ricevuto una statuetta alla carriera, al quale va idealmente la mostra in felice coabitazione con Danilo Donati, Milena Canonero (fresca candidata per «The Gran Budapest Hotel») e Gabriella Pescucci, tutti premi Oscar, più altri grandi talenti.

In anteprima, i bozzetti del prossimo film di Matteo Garrone «Il racconto dei racconti», da Giambattista Basile, su disegni di Massimo Cantini Parrini, accompagnati dallo stesso regista. Padrona di casa, Sandra Milo ritratta sull’altalena in «Giulietta degli Spiriti» di Fellini. E visto che lo spazio temporale è ampio quanto il sogno, si va da Lyda Borelli a Salma Hayek, passando per Anna Magnani e dal tutù di «Bellissima», dalla giacca di Totò in «Uccellacci e uccellini»di Pasolini, al «Romeo e Giulietta» di Zeffirelli. Alle spalle dei maestri marcia la storia delle grandi sartorie che tutto questo ben di dio resero possibile, come la Tirelli Costumi che festeggia i 50 anni d’attività gloriosa. Una riserva di mestiere da tramandare ai giovani costumisti. La mostra, aperta da oggi, resterà in piedi fino al 22 marzo. Poi, da suggerimento della produttrice Francesca Cima, potrebbe traslocare all’Expo.

articolo tratto da www.lastampa.it




"Nuvole con pioggia e schiarite"

Sabato 17 gennaio in scena “Nuvole con pioggia e schiarite” per la Stagione del Teatro Comunale di Torre Santa Susanna
“Nuvole” con pioggia e schiarite è un reading recitato e cantato su Pasolini… e non solo, un racconto tra le opere del grande poeta, giornalista, regista, sceneggiatore e scrittore italiano, considerato uno dei maggiori artisti e intellettuali italiani del XX secolo, dotato di un’eccezionale versatilità culturale e assassinato barbaramente, a 53 anni, sul lido di Ostia a Roma, il giorno dei morti, il 2 novembre 1975. “Nuvole” con pioggia e schiarite, episodi metereologici, come ad episodi è “Capriccio all’italiana”, il film diretto da Pier Paolo Pasolini ed interpretato da Totò, Domenico Modugno…: Che cosa sono le nuvole, da cui il reading prende vita. Ma le Nuvole è anche l’album di De André (1990). Pasolini, Totò, Domenico Modugno, De André, se le Nuvole hanno ispirato loro, perché non dovrebbero incuriosire noi?
A salire su palco saranno Gino Cesaria, voce narrante, Davide Berardi, voce e chitarra e Giancarlo Pagliara, fisarmonica. Questo è solo il secondo appuntamento di un cartellone molto ricco, realizzato in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, che vedrà approdare nella cittadina brindisina personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo come Marco Columbro, Gaia De Laurentis, Pablo e Pedro, Alessandro Benvenuti, Nino Formicola, Radiodervish e il Teatro delle Ombre.




"Il ratto delle sabine"

Da giovedì 15 gennaio a domenica 1 febbraio, al Teatro Brancati di Catania, andrà in scena la commedia Il ratto delle sabine, per la stagione del "Teatro della Città".
L'opera ha per protagonista il noto attore Pippo Pattavina che ne curerà anche la regia. Sul palco, insieme a lui, Raffaella Bella, Evelyn Famà, Carlo Ferreri, Ramona Polizzi, Olivia Spigarelli, Riccardo Maria Tarci e Agostino Zumbo. L'adattamento è di Pippo Pattavina e di Orazio Torrisi. Scene e costumi sono di Giuseppe Andolfo.
Il ratto delle sabine è un'opera entrata ormai a pieno diritto nel repertorio del teatro di tradizione siciliana, sebbene debba le sue origine a un autore austriaco della seconda metà dell’ottocento, Franz Vön Schönthan (1849-1913). Sin dal suo apparire (1885) ottenne un larghissimo consenso di pubblico, tanto da essere immediatamente tradotta in italiano e messa in scena più volte da diverse compagnie nazionali. Nel contempo videro la luce diverse riduzioni dialettali che col passare degli anni sono diventate sempre più numerose, specialmente quelle in dialetto siciliano (alcune, addirittura, storpiandone il nome dell’autore originale), ottenendo il riscontro favorevole di un pubblico divertito grazie alle situazioni di schietta e autentica comicità che si ricreano nella commedia. Anche Totò ne interpretò una riduzione cinematografica, ormai caduta nel dimenticatoio.
La riduzione della commedia di Vön Schönthan che andrà in scena al Brancati è dunque da tutti ritenuta patrimonio del teatro dialettale siciliano. Attenti a voler dare al testo teatrale un ritmo intenso e scoppiettante, la vicenda è stata ridotta in due atti con un linguaggio più immediato e la creazione di situazioni comiche più moderne, pur lasciando immutato l’impianto della storia.
Info: tel. 095.530153 - direzione@teatrodellacitta.it




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