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" Tempo" Anno IX n.77 - 14 novembre 1940
Regia : Amleto Palermi |
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SoggettoAgostino e' devotissimo del quadro del Battista situato nel cortile del palazzo di cui e' portiere. Una notte riesce a strappare un bottone dal panciotto di un uomo che ruba l'olio della lampada votiva. Il guappo Peppino vuole imporgli come genero Oranzio,ma Serafina figlia di Agostino ama Giorgio che una volta laureatosi fugge con lei dai nonni in Sicilia per sposarla.Qui per assistere alle nozze giunge anche Agostino che porta con se' il quadro del Battista,all'improvviso appare il guappo Peppino che viene messo in fuga da Agostino dopo aver scoperto che il bottone manca proprio dal panciotto del guappo. Critica e curiosità
In primis et antimonio una scarpa fine si fa di capretto e di vitellino di latte , questa è la madre del vitello , chiamata volgarmente vacchetta . Secondis , questa è tinta fatta col vitriuolo , e difatti appena un signore vi poggia il dito del pipistrello della mano se lo sporca , se lo anilifica . Terzis , questa suola non è battuta a dovere e difatti dopo un giorno o due di marcia o di camminamento a piedi mette fuori la lingua come un cane da caccia . Ancora due parole , non ho finito verbo . Gli elastici sono di cotone e non di seta , e perciò cedono , vedi che cedono . La tramezza è usata fraudolente. I punti di questo gurdione sono dati con la zappa e con la lesina , dico lesina. Ed infine, mio caro amico , le solette interne , guarda , sono di cartone e non di pelle . Perciò , mio carissimo signor ciabatttino , queste scarpe sono da fiera . Sei e cinquanta. E se non sapete fare il calzolaio , andate a fare il farmacista , che è meglio . Rimembris omnibus , cioè ricordati uomo , che calzolaio si nasce , non si diventa , ostregheta. |