Totò,Peppino e...la dolce vita

[Peppino De Filippo e Totò] [Totò con Peppino De Filippo]

[Totò ] [Totò e  Peppino De Filippo]

[Peppino De Filippo e Sergio Corbucci] [Totò con Peppino De Filippo]

[Totò con Peppino De Filippo,Taina Berjll e Gloria Paul] [Totò e Peppino De Martino]

[Totò con Peppino De Filippo] [Mario Castellani e Jacqueline Pierreux]

Videoclip titoli di testa

  

Regia : Sergio Corbucci
Soggetto : Steno,Lucio Fulci
Sceneggiatura : Corbucci,Grimaldi,Guerra
Fotografia : Alvaro Mancori
Scenografia : Piero Filippone
Musica : Armando Trovajoli
Montaggio : Renato Cinquini
Aiuto regia : Nino Zanchin
Direttore produzione : Danilo Marciani
Produzione : M.Mariani,G.Buffardi per la M.B.Film
Durata: 90 minuti

Interpreti e personaggi:
Totò ( Antonio Barbacane/il nonno )
Peppino De Filippo( Peppino Barbacane,suo cugino )
Gloria Paul( Patricia,l'americana bruna)
Taina Berjll( Alice,l'americana bionda )
Francesco Mulè( Guglielmo detto Gugo )
Rosalba Neri( Magda,la sua amante )
Daniele Vargas( il marchese Pitone )
Antonio Pierfederici( il conte Oscar )
Irene Aloisi( la baronessa Renata Francesca )
Mario Castellani( il presidente della Spa )
Peppino De Martino( il ministro )
Mara Berni( Elena )
Dina Perbellini( Luisa Giovanna )
Jacqueline Pierreux( Jacqueline )
Mario De Simone( Pasquale )
Franco Rossellini( Franco )
Giancarlo Zarfati( Renato )
Gianfranco Piacentini( Coriolano Rustichelli )
Amedeo Girard( Don Cesarino )
Carlo Di Maggio( Santino )
Nino Milano( uno spacciatore )
Nino Vingelli( un'altro spacciatore )
Antonio Pierbellini( un drogato )
Gianni Baghino( il ladro di auto )
Mimmo Poli( il palo )
Alex Clement( un gangster )
Jo Stajano( un omosxessuale )
Sergio Corbucci( un signore che vuole telefonare )
Gino Ravazzini( il cameriere del night )
The Flippers( il complesso musicale )

        

Soggetto

Peppino,segretario comunale di un paesino del sud,giunge a Roma per ottenere la deviazione dell'autostrada e rintraccia il cugino Antonio che precedutolo in questa missione si e' invece dato alle bellezze di via Veneto.I due si danno alla "dolce vita".Giunge il severo nonnetto che prima di occuparsi personalmente dell'autostrada decide anch'egli di fare una capatina a Via Veneto.

Critica e curiosità

Il film che è una evidente parodia della "Dolce vita" di Fellini , viene prodotto da Gianni Buffardi il marito di Liliana de Curtis . La prima scena a via Veneto viene girata da Mastrocinque ma alcuni giorni dopo venuto in contrasto con la produzione abbandona il set . La regia viene quindi affidata a Sergio Corbucci e la sceneggiatura scritta man mano che procede la lavorazione del film . Vari i tagli della censura , in particolare viene tagliata una scena considerata volgare in cui Totò e Peppino prendono in giro i personaggi della dolce vita con riferimanto all'Odissea : " Qui, guardati intorno, sono tutti Proci" dice Totò e Peppino risponde : "Me ne sono accorto " ribatte Totò : " Oggi essere Procio è un titolo d'onore . Io , per esempio , se fossi in te , dato che hai anche il fisico , modestamente , fatti Procio! " e ancora " Tu sei scemo! " " Fatti Procio! " " Ma vattene " . Altra scena tagliata quella in cui Totò rincorrendo un ministro , interpretato da Peppino De Martino , fin dentro una chiesa gli si inginocchia vicino chiedendogli un posto di lavoro .
Scriveva Mauro Manciotti : " Sergio Corbucci , dopo aver firmato numerosi copioni rivistaioli , è passato al cinematorafo , dirigendo questa ennesima puntata della serie Totò , Peppino e ...[..] Parodia condotta non tanto secondo un gusto di piacevole divertimento , ma spesso con mano e allusioni più equivoche , di pornografia fine a se stessa .
Da un articolo non firmato sul Corriere Lombardo : " Fosse almeno una parodia del film di Fellini ! [..] Totò e Peppino fanno del loro meglio per salvare il film dal mare di banalità " .

  


Peppino De Filippo

Data nascita: 24 Agosto 1903 (Vergine), Napoli (Italia)
Data morte: 27 Gennaio 1980 (76 anni), Roma (Italia)
Fratello minore di Titina ed Eduardo, figlio naturale di Eduardo Scarpetta e Luisa De Filippo, esordisce giovanissimo nella compagnia di Vincenzo Scarpetta, ma ben presto la sua inquietudine lo porta a passare in formazioni dialettali secondarie, dove ha modo di farsi le ossa. Dopo aver raggiunto una certa fama, agli inizi degli anni ‘30 decide di formare - assieme ad Eduardo e Titina - la compagnia del Teatro Umoristico I De Filippo, destinata a riscuotere grandi successi grazie a commedie scritte da loro stessi (la più celebre delle quali resta la straordinaria Natale in casa Cupiello): il sodalizio dura sino al 1944, sempre sostenuto da un enorme consenso di pubblico. Peppino fa il suo esordio nel cinema, assieme ad Eduardo, con Tre uomini in frack (1932) di Mario Bonnard: sino al ‘44, saranno rare le occasioni in cui compare da solo. Finita la seconda guerra mondiale, divisi i suoi destini da quelli di famiglia, egli intraprenderà una propria strada autonoma sia in teatro sia al cinema: sul grande schermo, in verità, concedendosi sovente a prodotti commerciali poco adatti a metterne in luce le non comuni qualità. Fanno eccezione Luci del varietà (1950) di Fellini/Lattuada, dove è uno straordinario capocomico; Policarpo, ufficiale di scrittura (1959) di Mario Soldati, in cui indossa i panni d'un pignolo capoufficio; Le tentazioni del dottor Antonio, episodio di "Boccaccio ‘70" (1961) ancora firmato da Fellini, che lo vede ragioniere moralista e bigotto. Ma i risultati migliori li ottiene senza dubbio nel sodalizio quasi decennale con Totò, che produce tra il ‘55 ed il ‘63 ben 14 pellicole: l'unico Nastro d'argento della sua carriera gli viene assegnato quale attore non protagonista per Totò, Peppino e i fuorilegge(1956). Successivamente, si dedica al palcoscenico ed alla riduzione per la televisione di alcuni suoi testi teatrali; conoscendo, in tivvù, un momento di eccezionale popolarità col personaggio di Gaetano Pappagone, nella "Canzonissima" 1966-67.


Gloria Paul

Data nascita: 28 Febbraio 1940 (Pesci), Londra (Gran Bretagna)
Figlia di un giornalista del Financial Times e di una cantante lirica, debuttò come ballerina a Londra con le Trials Girls, e fu subito notata da un impresario che la scritturò tra le Bluebelles del Lido di Parigi. Giunta in Italia nel 1961, ha partecipato a diverse riviste, come Enrico '61 con Renato Rascel, Buonanotte Bettina con Walter Chiari e a numerose trasmissioni televisive tra cui Macario uno e due, Risate a crepapelle, Studio Uno, Canzonissima. Ha girato anche molti film.


Francesco Mulè

Data nascita: 1 Gennaio 1926 (Capricorno), Roma (Italia)
Data morte: 1 Gennaio 1984 (58 anni), Roma (Italia)
Figlio di Giuseppe, all'epoca direttore dell'Accademia di Santa Cecilia, frequentò l'Accademia d'arte drammatica e iniziò presto a calcare le scene, con Processo a Gesù di Fabbri (1956), al fianco di Renzo Ricci ed Elsa Merlini. Dotato di un notevole talento comico, si rivelò nella rivista Senza Rete con Paolo Panelli. Lavorò quindi in una serie di commedie brillanti come Non ti conosco più, Cara delinquente e Dobbiamo uccidere Tony. Con Renato Rascel recitò in un insolito spettacolo brillante firmato da Franco Zeffirelli nel 1969, Venti zecchini d'oro. Attivo anche sul grande schermo, il grande successo di pubblico arrivò con le sue partecipazioni televisive, soprattutto con Carosello e le scenette della birra Peroni, che Mulè interpretò dal 1968 al 1973, indossando gli ingombranti panni del ragioniere Mario Bianchi, sperduto nel deserto, assetato e in preda a un delirante miraggio biondo, quello di Solvi Stubing, che impietosita pronunciava l'immancabile, famoso codino pubblicitario: « Chiamami Peroni, sarò la tua birra ».


Rosalba Neri

Data nascita: 19 Giugno 1939 (Gemelli), Forlì (Italia)
Madre dì Francesca Neri, a volte accreditata con il nome di Sara Bay, dalle forme esplosive, i lineamenti felini e aggressivi, è protagonista una sola volta in Sansone contro il Corsaro nero di Luigi Capuano ma compare in una sorprendente gamma di generi (thriller, horror, western, peplum) spesso sotto le spoglie pericolose ora di strega, ora di vampira, ora di spia dai mille volti. Tra i film: Mogli pericolose (1958) di Luigi Comencini; Era notte a Roma (1960) di Roberto Rossellini; Totò Peppino e la dolce vita (1961) dì Sergio Corbucci; Ercole al centro della terra (1961) di Mario Bava; Le italiane e l'amore (epis. Gli adulteri di Marco Ferreri, 1961): I due della legione (1962) di Lucio Fulci; Angelica (Angéllque, marquisedes anges, 1964) di Bernard Borderie; Due mafiosi contro Goldginger (1965) di Giorgio Simonelli; Superseven chiama Cairo (1965) di Umberto Lenzi.


Daniele Vargas

Data nascita: 20 Aprile 1922 (Ariete), Bologna (Italia)
Anno morte: 1982, Roma (Italia)
Dopo il liceo (è compagno di banco di Pier Paolo Pasolini) frequenta la facoltà di medicina. Esercita per alcuni anni la professione di medico, ma nel 1957 la abbandona e si trasferisce a Roma, dove intende recitare nel cinema, di cui è appassionatissimo. Esordisce con un piccolo ruolo in Ercole e la regina di Lidia di C.L. Bragaglia. Dino Risi gli offre qualche buona opportunità per dimostrare le sue doti di attore drammatico (Una vita difficile, La marcia su Roma, I mostri). Ben presto diventa uno dei più richiesti caratteristi e appare in decine e decine di film di ogni genere, quasi sempre nel ruolo di “cattivo” e antagonista. Parti che gli si addicono poiché dispone di un fisico e di un volto ad hoc, con l’immancabile, minaccioso pizzetto.


Antonio Pierfederici

Data nascita: 18 Marzo 1919 (Pesci), Sassari (Italia)
Data morte: 6 Gennaio 1999 (79 anni), Roma (Italia)
Laureato in Giurisprudenza, diplomato presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma nel 1942-1943, debuttò in teatro nel gennaio del 1945, scelto da Luchino Visconti per la parte di Michele, il figlio infelice ne I parenti terribili di Jean Cocteau. Questo evento segnò l’inizio di una luminosa carriera teatrale, prima con lo stesso Visconti, poi con altre compagnie di grido, finché, nel 1949, Pierfederici approdò al Piccolo Teatro di Milano, scritturato da Giorgio Strehler. Qui Pierfederici lavorò in moltissime opere teatrali dei più prestigiosi autori, da Goldoni a Cechov, da D’Annunzio a Giraudoux e a Shaw. Nel 1954 ottenne un eccellente successo personale in Aspettando Godot, con la regia di Luciano Mondolfo, interpretazione per la quale ottenne, nel 1955, l’ambitissimo Premio San Genesio, per il migliore attore non protagonista. L’attività cinematografica di Pierfederici fu invece assai più modesta; dopo avere esordito nel 1946 in Un giorno nella vita (Alessandro Blasetti), nel ruolo secondario, ma intenso, di un partigiano, in seguito apparve in pochi altri film, sempre in parti di secondo piano; tra questi possiamo ricordare La maschera del demonio (1960, Mario Bava) e Vanina Vanini (1961, Roberto Rossellini), in cui recitò a fianco di Sandra Milo. Assai ricca fu invece la sua attività televisiva, iniziata nel 1956 con lo sceneggiato L’alfiere, diretto da Anton Giulio Majano. Da allora, Pierfederici fu una presenza costante sul piccolo schermo, sempre in ruoli secondari, in un gran numero di sceneggiati, in episodi di varie serie di successo e in opere teatrali adattate per la TV, dai secondi anni Cinquanta agli ultimi anni Settanta.


Irene Aloisi

Data nascita: 20 Maggio 1925 (Toro), Milano (Italia)
Elegante, aspetto sofisticato, è attiva nel cinema verso la prima metà degli anni Cinquanta, dove appare in commedie e melodrammi rivestendo i ruoli di signora borghese, amica della protagonista, o di affascinante donna capricciosa e benestante. Ruoli che purtroppo la relegano quasi alla statura di caratterista di lusso, sempre in figure di secondo piano, che non le permettono di fare quel salto di qualità pur riconoscendole un esemplare professionismo. Al suo attivo anche apparizioni televisive in sceneggiati quali Orgoglio e pregiudizio (1957) diretto da Daniele D’Anza e La cittadella (1964) di Anton Giulio Majano, e negli originali per la serie Vivere insieme, come Il testimone (1963) di Tito Guerrini e Un costruttore (1970) di Antonio Di Gregorio oltre a La data (1965) di Giuliana Berlinguer. Poi, dopo altre partecipazioni di minore impegno come Il rigorista (1976) realizzato da Luigi Perelli per la serie Le buffe solitudini e Capitan Veleno (1977) diretto da Tarquini per la serie Racconti da camera, la Aloisi, verso la fine degli anni Settanta, preferisce ritirarsi da ogni attività.


Mario Castellani

Data nascita: 1906, Roma (Italia)
Data morte: 26 Aprile 1978, Roma (Italia)
Dopo avere esordito nel teatro di rivista, si affermò ben presto come abile caratterista, soprattutto al fianco di Totò. Dal 1948 in poi interpretò nel cinema una nutrita serie di film comici e leggeri, spesso con lo stesso Totò e altri attori comici. Abilissimo nel delineare macchiette di personaggi popolareschi e di genuina espressività, seppe conferire alla sua comicità una finezza ed un gusto sempre controllati e fini, senza mai scadere nella banalità.


Peppino De Martino

Data nascita: 8 Dicembre 1908 (Sagittario), Napoli (Italia)
Data morte: 19 Giugno 1970 (61 anni), Napoli (Italia)
Attore squisitamente partenopeo, ha al suo attivo una carriera cinematografica da caratterista alquanto corposa, piena di titoli importanti. Diretto da registi famosi lavora al fianco di attori di prim’ordine, accanto ai quali non sfigura affatto, pur nell’esiguità dei ruoli affidatigli che non gli hanno permesso di accedere a una notorietà più che meritevole. L’inizio della sua carriera è in teatro: fa parte della compagnia dei fratelli De Filippo a partire dalla stagione 1931-32 fino alla 1934-35, recitando al Teatro Kursaal di Napoli in Gennareniello, L’ultimo bottone e Uomo e galantuomo dello stesso Eduardo e in altre opere di differenti autori, per allontanarsene successivamente richiesto dal teatro di rivista. Fa ritorno, dopo la separazione dei fratelli De Filippo, nella compagnia di Eduardo, nell’immediato dopoguerra, ma provvisoriamente, scritturato per Questi fantasmi! (1946). Dopo la parentesi nella rivista, il richiamo della prosa e della compagnia di Eduardo è più forte e nel 1954-55 accetta una nuova scrittura per recitare nella novità Mia famiglia, e in riprese quali Ditegli sempre di sì e Non ti pago, tutte di Eduardo, accanto al quale è anche nella stagione successiva per la prima di Bene mio e core mio. Spesso al fianco dei grandi comici del tempo quali Totò, non da spalla come le sue possibilità artistiche gli avrebbero fatto meritare, ma come gustoso e intelligente attore di carattere, prende parte nel 1947 a una delle più gradevoli riviste del dopoguerra C’era una volta il mondo di Michele Galdieri. Poi è accanto a Rascel nelle pregevoli commedie musicali Attanasio cavallo vanesio (1952-53) e Alvaro piuttosto corsaro (1953-54) di Garinei e Giovannini. De Martino si sente anche sollecitato dal richiamo del cinema dove, per quasi tutto il decennio degli anni Cinquanta e la prima metà dei Sessanta, è richiestissimo pur interpretando spesso ruoli di terzo piano, talvolta simili a semplici figurazioni, ma sostenuti sempre con senso dell’ironia e professionalità.


Mara Berni

Data nascita: 12 Giugno 1932 (Gemelli), Brunate (Italia)
Dopo avere studiato recitazione, esordì alla televisione come presentatrice, passando poi al cinema nel 1952, con una parte in un film girato nel 1952 da Luigi Comencini, La tratta delle bianche, in cui il regista affrontò con coraggio e sensibilità il drammatico problema sociale e morale delle donne costrette alla prostituzione. In questa interpretazione, la Berni mise in risalto, oltre ad una notevole bellezza, le sue valide doti drammatiche, presenti, con finezza e misura ancora maggiori, anche nei film successivi. Nonostante ciò, l'attrice, che avrebbe forse meritato maggiore fortuna, non è andata oltre l'interpretazione di ruoli secondari.


Dina Perbellini

Data nascita: 14 Gennaio 1901 (Capricorno), Vicenza (Italia)
Data morte: 2 Aprile 1984 (83 anni), Roma (Italia)
Esordì in teatro appena ventenne sulle scene, continuando per molti anni questa attività, anche a fianco di attori di grande fama. Fu docente al Centro Sperimentale di Cinematografia dove si dedicò all'insegnamento di dizione e recitazione. Nel 1934 apparve sul grande schermo con una parte nel film Seconda B, diretto da Goffredo Alessandrini. Da allora, continuò a lavorare nel mondo del cinema per una trentina d'anni, comparendo in numerosissimi film, sempre in ruoli di secondo piano, delineati però con notevole finezza interpretativa. Alcune sue interpertazioni: Il cappello a tre punte di Mario Camerini, del 1934; L'allegro fantasma di Amleto Palermi del 1941; I bambini ci guardano di Vittorio De Sica del 1943; Miss Italia di Duilio Coletti del 1950; Il cappotto di Alberto Lattuada del 1952; Il principe fusto di Maurizio Arena del 1960; Corto circuito di John Badham del 1986.


Jacqueline Pierreux

La sua principale attività nel mondo del cinema è quella di interprete e tra i lavori più interessanti possiamo citare la partecipazione nel film I tre volti della paura (Black Sabbath) (1963) di Mario Bava dove ha interpretato la parte di Helen. Nel 1960 ha inoltre lavorato con Sergio Corbucci per la realizzazione del film Chi si ferma è perduto dove ha interpretato la parte di Teresa, la moglie di Peppino.


Mario De Simone

Data nascita: 17 Marzo 1930 (Pesci), Caserta (Italia)
Data morte: 8 Novembre 1999 (69 anni), Roma (Italia)
Fin da giovane dimostra notevoli doti sarcastiche per impersonare gustose figurine di contorno in filmetti commerciali e in commedie brillanti, spessissimo in quelle senza pretese realizzate da Marino Girolami. La sua mimica particolare e la simpatica aria disincantata gli permette di essere richiesto da produttori e registi, tra cui Bolognini, Mastrocinque, Monicelli, Sergio Corbucci, che gli affidano i ruoli più disparati: dal meccanico al marmittone, al contadino, al bagnino, sempre amico fidato dei protagonisti, però, comunque, relegato in secondo o terzo piano, ruoli che non gli permettono di uscire dai ranghi per sostenere parti più impegnative e di un certo spessore. Talvolta il De Simone è impegnato in personaggi talmente secondari da non accorgersi neppure della sua presenza, pur dotato di una certa disinvoltura e di caratteristiche da buon attore da non sottovalutare. E purtroppo rimane, cosa non insolita nel cinema italiano, uno dei tanti caratteristi, nel suo caso un “giovane caratterista”, male utilizzato e con poche possibilità di poter accedere a ruoli più gratificanti


Amedeo Girard

Data nascita: 14 Febbraio 1893 (Acquario), Napoli (Italia)
Data morte: 12 Febbraio 1972 (79 anni), Napoli (Italia)
Grande caratterista napoletano, Amedeo Girard ha regalato al cinema e al teatro ruoli umani e gustosi, che ha tracciato grazie alla sua immancabile bonomia e al suo arguto umorismo. Figlio di attori, esordì in teatro giovanissimo come sostituto del grande Federico Stella, nel dramma Caterina la pettinatrice di San Giovanni a Carbonara, facendo poi seguire a questo, opere di De Lise, di Minichini, Starace e Di Maio. Il vero successo arrivò quando Girard passò alla sceneggiata, dando vita a formazioni come la Compagnia della Canzone Sceneggiata, con la quale, e sempre al rinomato Teatro San Ferdinando, mise in scena soprattutto lavori del grande poeta napoletano Salvatore Di Giacomo che nutriva per Girard grande stima sia come uomo che come attore. Anche il grande Raffaele Viviani lo volle con sé in 'O bello guaglione e Napoli tascabile. Amedeo Girard aveva il teatro nel sangue: dotato di una memorabile presenza scenica, era un maestro nel caratterizzare i personaggi e ad interpretare con raffinato stile ogni spettacolo, commedia o dramma che fosse. Da ricordare le numerose collaborazioni al fianco di Eduardo De Filippo, con cui ha lavorato in tantissime commedie, da Palummella zompa e vola a Miseria e nobiltà, da La casa n. 7 a Mia famiglia. Amedeo Girard, oltre al teatro, ha preso parte a più di cinquanta film, quasi tutti del genere comico (fra cui ricordiamo Un turco napoletano, del 1953, al fianco di Totò, e Le notti di Cabiria, del 1957, diretto dal grande Federico Fellini ) e a diversi lavori televisivi. Si spense nel 1972, tra il dolore di quella Napoli che lui aveva amato e dalla quale fu dolcemente riamato.


Nino Milano

Data nascita: 11 Ottobre 1922 (Bilancia), Napoli (Italia)
Per circa quindici anni Nino Milano lavora incessantemente guadagnandosi una reputazione di attore puntuale e preciso nelle caratterizzazioni, di vivace interlocutore con attori più noti, di servitore, di tassinaro, di inquilino curioso, di inserviente intrigante, di operaio in commedie brillanti per palati poco esigenti, apparendo in una miriade di pellicole che non gli permettono grandi voli e, purtroppo per lui, lo relegano a ruoli sovente in sottordine ma che non gli impediscono di costruirsi una filmografia impressionante.


Nino Vingelli

Nome: Nino Vingell
Data nascita: 4 Giugno 1912 (Gemelli), Napoli (Italia)
Ha svolto attività teatrale, esordendo nel cinema durante la seconda guerra mondiale. Attore di buone doti drammatiche, dalla recitazione secca e composta, si è imposto, nel dopoguerra, come efficacissimo caratterista, sia in ruoli comici sia in ruoli drammatici. Tra i numerosi film interpretati in questi ultimi anni vanno ricordati almeno La legge (1959, J. Dassin), in cui tratteggiò con molto colore il personaggio di Pizzaccio; La sfida (1958, Francesco Rosi), dove fu un vigoroso e secco Gennaro; I magliari (1959, Francesco Rosi), dove apparve nelle vesti di Vincenzo. Di risorse drammatiche a volte sorprendenti, Vingelli si è venuto affermando come uno dei migliori caratteristi del recente cinema italiano, adatto soprattutto nelle parti di napoletano astuto, spesso privo di scrupoli, altre volte di cuore tenero e buon compagno.


Gianni Baghino

Data nascita: 25 Giugno 1919 (Cancro), Carloforte (Italia)
Data morte: 23 Aprile 1995 (75 anni), Carloforte (Italia)
Bruno, di media statura, fisico possente, sguardo torvo e accigliato, inizia la carriera cinematografica nel dopoguerra come generico e figurante senza riuscire mai veramente ad ottenere ruoli corposi che lo facciano uscire dall’anonimato, nonostante una certa disinvoltura accompagnata da una discreta fotogenia, che gli permettono comunque di essere molto richiesto da produttori e registi anche importanti. Baghino diventa in breve tempo uno dei figuranti più quotati, l’ideale per impersonare ruoli più svariati in film di genere, dal poliziotto al brigantello, dal “pappone” alla guardia notturna, dal militare al delinquentello di borgata, dal contrabbandiere al contadino. Tutta una serie di figurine tratteggiate con serietà ma purtroppo non così incisive da farlo giungere al rango di buon caratterista. Ignoto ai più, spesso senza il proprio nome nei titoli di testa e di coda, è un attore che si adatta a fare di tutto pur di restare nell’ambito del settore, persino la controfigura al grande Paul Muni nel film italo-britannico Imbarco a mezzanotte (Stranger on the Prowl) diretto nel 1952 da Joseph Losey ma distribuito in Italia come diretto da Andrea Forzano. La filmografia del Baghino è comunque ricca di titoli di film che spaziano dall’avventuroso al poliziesco all’italiana, dalla commedia brillante al drammatico d’autore, dal peplum al melodramma romantico. Nel 1979 ha fatto parte del cast del lungo sceneggiato televisivo Cinema!!! diretto da Pupi Avati


Mimmo Poli

Nome: Domenico Poli
Data nascita: 11 Aprile 1920 (Ariete), Roma (Italia)
Data morte: 4 Aprile 1986 (66 anni), Roma (Italia)
Una filmografia sterminata (più di 120 film), una faccia che potrebbe con impassibile orgoglio posare sul busto di un senatore romano, amata tanto da Totò quanto da Federico Fellini. Compare ovunque, dove serve un barista, uno scaricatore, un detenuto, dai film del Monnezza a quelli di Bernardo Bertolucci. Una presenza costante, tanto familiare quanto fugace, sul grande schermo deI cinema italiano tra gli anni Cinquanta e la fine degli Ottanta. Tra i film: Il cappotto (1952) di Alberto Lattuada; Totò a colori (1952) di Steno; Stazione Termini (1953) di Vittorio De Sica; Il tesoro dell'Africa (Beat the Devil, 1953) di John Huston; Le notti di Cabiria (1956) di Federico Fellini; Poveri ma belli (1956) di Dino Risi; Arrangiatevi! (1959) di Mauro Bolognini: Totò, Peppino e la dolce vita (1961) di Sergio Corbucci; Vanina Vanini (1961) di Roberto Rossellini; Il monaco di Monza (1963) di Corbucci.


Sergio Corbucci

Data nascita: 6 Dicembre 1927 (Sagittario), Roma (Italia)
Data morte: 2 Dicembre 1990 (63 anni), Roma (Italia)
E' stato uno dei maggiori esponenti del cinema italiano d'intrattenimento, nel quale ha impiegato la sua creatività di autentico artigiano. Esordì nel 1952 con La peccatrice dell'isola. In seguito diresse alcuni film con Totò protagonista come Chi si ferma è perduto (1960), I due marescialli (1961), Lo smemorato di Collegno (1962). Nella seconda metà degli anni Sessanta si dedicò al genere tutto italiano spaghetti western. Si ricorderà soprattutto con Django (1966) con Franco Nero. Tornato alla commedia di costume scanzonata e comica, ha girato decine di film di successo, fra i quali Il bestione (1974), Di che segno sei? (1975), Il conte Tacchia (1982), Rimini Rimini (1987) e anche alcuni a sfondo giallo (La mazzetta, 1978; Giallo napoletano, 1979). Regista straordinariamente prolifico, nella sua carriera ha girato oltre settanta film.


Gino Ravazzini

La sua principale attività nel mondo del cinema è quella di interprete e tra i lavori più interessanti possiamo citare la partecipazione nel film Totò, Peppino e... la dolce vita (1961) di Sergio Corbucci. Ha inoltre lavorato con Daniele D'Anza per la realizzazione del film Il latitante e Il tuttofare per la serie TuttoTotò

*I testi delle biografie degli attori sono tratte da www.mymovies.it



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