Guardie e ladri

[Totò,Aldo Fabrizi  e Ave Ninchi]

[Totò  e Aldo Giuffrè] [ Totò  e Aldo Fabrizi]

[Totò] [Totò  e Ave Ninchi]

[Totò] [Totò e Carlo Delle Piane]

Videoclip titoli di testa

Giornali d'epoca:
Il lavoro illustrato del 18 febbraio 1951
Vie nuove 6 gennaio 1952
Regia : Steno, Mario Monicelli
Soggetto : Piero Tellini
Sceneggiatura : Brancati,Fabrizi,Flaiano,Maccari,Monicelli,Steno
Fotografia : Mario Bava
Scenografia : Flavio Mogherini
Musica : Alessandro Cicognini
Montaggio : Adriana Novelli
Aiuto regia : Mario Mariani
Direttore produzione : Bruno Todini
Produzione : Ponti-De Laurentis-Golden Film, Roma
Durata: 100 minuti

Interpreti e personaggi:
Totò ( Ferdinando Esposito )
Pina Piovani( Donata, sua moglie )
Carlo Delle Piane( Libero, suo figlio )
Ernesto Almirante( Carlo, il padre di Ferdinando )
Gino Leurini( Alfredo, il cognato di Ferdinando )
Aldo Fabrizi( il brigadiere Lorenzo Bottoni )
Ave Ninchi( Giovanna, la moglie del brigadiere )
Rossana Podestà( Liliana, la figlia del brigadiere )
William Thubbs( mr. Locuzzo )
Mario Castellani( il tassista )
Aldo Giuffrè( Amilcare, il professore )
Armando Guarnieri( il barbiere )
Pietro Carloni( il commissario )
Paolo Modugno( Paolo Bottoni )
Giulio Calì( il mendicante )
Ciro Berardi( l'oste )
Gino Scotti( il vice commissario )

Altri interpreti :
Rocco D'Assunta, Ettore Jannetti, Aldo Alimonti,
Riccardo Antolini, Aliad cappellini

Diventa fan
- Principe Antonio de Curtis - in arte " Toto' "

              

                 

           

Questo e' un sesterzo!!

Soggetto

Il ladruncolo Ferdinando riconosciuto dall'italo americano Locuzzo per avergli rifilato una patacca viene inseguito dal sergente Bottoni ma riesce a scappare.Il sergente ,in borghese,tende una trappola di danni di Ferdinando facendo entrare in intimità le due famiglie.In occasione di un pranzo conviviale Ferdinando cade nel tranello ma Bottoni non se la sente più di arrestarlo.Il ladruncolo consapevole che con quel gesto il sergente perderebbe il propio posto di lavoro si fa portare a forza in questura.

Critica e curiosità

Il film inizialmente doveva essere girato da Luigi Zampa che infatti ne diede annuncio nel '49 , il regista voleva assegnare la parte della guardia a Peppino De Filippo e quella di sua moglie ad Anna Magnani , ma dovette rinunciare al film perche' in precedenza alcuni sue pellicole suscitarono proteste e numerosi tagli dalla censura e temendo che anche questo suo nuovo progetto subisse la stessa sorte rinunciò al film . In realta' i timori di Zampa erano fondati , infatti sebbene le riprese dei registi Steno e Monicelli iniziarono il 3 febbraio 1951 il film a causa dei guai della censura usci' nela sale quasi alla fine dell'anno . La commissione censura infatti mal tollerava che un agente di pubblica sicurezza familiarizzasse con un delinquente , e che un ladro si facesse mettere in prigione per aiutare una guardia . Alla fine la commissione ottenuti alcuni tagli e modifiche diede il via libera. Una curiosita' : nella scena dell'inseguimento all'Acqua Cetosa dove Fabrizi insegue Totò , capita che vi si trovini di passaggio due carabinieri che al grido di Fabrizi " Al ladro! Fermatelo ! " estraggono le pistole e sparano in aria alcuni colpi nel tentativo di intimidire il fuorilegge . Totò tremante di paura si ferma di colpo aspettando l'arrivo dei militi che resosi conto della finzione scenica accampano scuse e giustificazioni , alla fine se ne vanno con l'autografo dei due attori . Il successo del film fu immediato e strepitoso : Totò per la sua interpretazione ottiene il Nastro d'Argento e a Cannes il film viene premiato come migliore sceneggiatura . " Guardie e ladri " viene presentato in Uruguay , poi in Francia e in Belgio , in Egitto , in Gran Bretagna e Turchia e persino a Pechino . Anche la critica , quella che da sempre avversava Totò , dovette arrendersi : e per la prima volta un film di Totò ottenne solo critiche positive .


Pina Piovani

Data nascita: 20 Marzo 1897 (Pesci), Roma (Italia)
Data morte: 6 Gennaio 1955 (57 anni), Roma (Italia)
La sua principale attività si svolse nel teatro di rivista, nel teatro dialettale, in quello di prosa e come doppiatrice. Esordì nel cinema ancora all'epoca del «muto», interpretando ruoli di caratterista in parecchi film, soprattutto durante e dopo la seconda guerra mondiale. Particolarmente efficaci e ricche di sensibilità le sue interpretazioni in Prima di sera (1954, Piero Tellini) e ne La romana (1954, Luigi Zampa) in cui ebbe la parte della madre della protagonista. Nel 1951 fu nel cast di Amore e sangue, un film di Marino Girolami nel quale protagonista femminile era Maria Montez. Pina Povani ha partecipato a circa 50 film, dal 1928 al 1956.


Carlo Delle Piane

Data nascita: 2 Febbraio 1936 (Acquario), Roma (Italia)
Il naso defor mato da una pallonata e una voce nasale lo aiuteranno a creare quel monello birbante chiamato Pecorino Apprezzato da Vittorio De Sica e da Aldo Fabrizi che lo vogliono nei loro film I attore lavora anche con Toto e Alberto Sordi. Rischia di abbandonare I attività ad appena 40 anni quando invece il regista Pupi Avati lo fa rinascere in personaggi di delicate sfumature drammatiche e introspettive. Tra i film Cuore (1947) di Duilio Coletti Vento d'Africa (1949) di Anton Giulio Majano Domani e troppo tardi (1949) di Leonide Moguy Io sono il Capataz (1950) di Giorgio Simonelli La famiglia Passaguai (1951) di Aldo Fabrizi Guardie e ladri (1952) di Steno e Mario Monicelli Papà diventa mamma (1952) di Fabrizi Un americano a Roma (1954) di Steno Ladro lui ladra lei (1957) di Luigi Zampa Il monaco di Monza (1963) di Sergio Corbucci Veneri al sole (1965) di Marino Girolami Una gita scolastica (1983) di Pupi Avati Regalo di Natale (1986) sempre di Avati.


Rossana Podestà

Moglie del regista Mario Vicario
Nome: Carla Dora Podestà
Data nascita: 20 Giugno 1934 (Gemelli), Tripoli (Libia)
Moglie del regista Marco Vicario. Nel cinema dall'età di sedici anni. Dotata di una notevole bellezza, dopo una serie di film di repertorio fu “lanciata” in personaggi e film storico-mitologici (Ulisse, 1953; Elena di Troia, 1954); acquistò popolarità in Sudamerica dove andò anche a interpretare La rete, 1954, di Emilio Fernandez, opera peraltro modesta. Fra le altre interpretazioni, Sodoma e Gomorna, 1961, di Robert Aldrich e i due film prodotti e diretti dal marito Sette uomini d'oro e Grande colpo dei sette uomini d'oro, 1965-66, dopo il fallimento del tentativo intellettualistico di Le ore nude (1964)


Aldo Fabrizi

Data nascita: 1 Novembre 1905 (Scorpione), Roma (Italia)
Data morte: 2 Aprile 1990 (84 anni), Roma (Italia)
Aldo Fabrizi rappresenta l'anima di Roma, la cosiddetta Città Eterna, che l'ha sempre considerato il suo figlio prediletto. Del popolo romano l'attore ha canzonato in oltre cinquant'anni di carriera vizi e debolezze, con quel suo umorismo tanto cinico e disincantato, quanto dissacrante e tagliente, così caratterizzante del suo fare flemmatico e arguto. Sapeva scherzare su tutto, ma prima di tutto su se stesso, ed in particolar modo sul suo fisico corpulento, palese dimostrazione della sua smisurata passione per il cibo, e soprattutto per i piatti tipici della cucina romana, che egli stesso si deliziava nel preparare. Era la voce del "popolino", dal quale egli proveniva e che ha sempre portato nel cuore. Attraverso i suoi tipici personaggi - con i quali ha conquistato le platee dell'Italia intera a partire dai suoi esordi teatrali nei primi anni Trenta, e che ha fortunatamente riproposto in televisione negli anni Settanta - come il vetturino il cui cavallo lo batte in fatto di stanchezza, il tranviere contro cui tutti i passeggeri si accaniscono, o il cameriere dai piedi stanchi, Fabrizi esprimeva il suo spirito caustico, e conduceva una sferzante satira sulla romanità, ma ancor più in generale sull'uomo qualunque del suo tempo. In cinema debuttò nel 1942, ma si sarebbe dovuto aspettare il 1945 perché egli avesse potuto dar prova di una profonda sensibilità artistica in un ruolo diverso dai soliti, stavolta drammatico, quello di un prete eroico che si fa fucilare dai tedeschi pur di non rivelare i nomi di alcuni partigiani, nel capolavoro di Rossellini, Roma città aperta. Il film - che lo vede per la terza volta al fianco dell'amica-nemica Anna Magnani, che in quanto a schiettezza e sfacciataggine riusciva a tenergli testa - gli offrì l'opportunità di fornire una struggente e sofferta interpretazione, densa di emotività, e carica di una coinvolgente naturalezza, dimostrando così di essere un attore a tutto tondo. La sua filmografia è sterminata: lo ricordiamo spesse volte al fianco dell'amico Totò, soprattutto nel film caustico-amaro Guardie e ladri (1951) di Steno e Mario Monicelli; e poi in una serie di svariati, e talvolta grotteschi personaggi, come il contadino furbo e bonario di Vivere in pace (1947) di Luigi Zampa, il padre egoista e protervo di Prima comunione (1950) di Alessandro Blasetti, lo sfortunato e bizzarro capofamiglia nella serie de "La famiglia Passaguai" (tre film dal 1951 al '52), di cui egli stesso fu il regista, e il ricco e rozzo palazzinaro di C'eravamo tanto amati (1974) di Ettore Scola, deluso e disincantato ritratto della pseudo-impegnata generazione di sinistra del periodo post-secondo conflitto mondiale. Dopo tanti impegni come attore cinematografico, il teatro lo rivide incontrastato mattatore nella celeberrima commedia musicale di Garinei e Giovannini, Rugantino, portata per la prima volta in scena nel 1962, ripetuta diverse volte negli anni successivi, e portata addirittura a New York. Accanto ad interpreti del calibro di Nino Manfredi e Bice Valori, Fabrizi impersonò il tragicomico personaggio di Mastro Titta, un boia della Roma papalina, che dietro il suo aspetto burbero e rude, si dimostrava sensibile e bonario. Da ricordare infine le sua spassosissime apparizioni televisive, e le sue deliziose raccolte di ricette e poesie, spiritosamente intitolate La pastasciutta (1971), Nonna minestra (1974) e Nonno pane (1980). La Roma paciosa e scanzonata che lo vide nascere, se lo portò via, in una triste mattinata primaverile del 1990, quando "er sor Aldo" aveva da qualche mese compiuto ottantaquattro anni.


Ave Ninchi

Data nascita: 14 Dicembre 1914 (Sagittario), Ancona (Italia)
Data morte: 10 Novembre 1997 (82 anni), Trieste (Italia)
Nata da genitori triestini, a soli cinque anni suo cugino Annibale Ninchi la fa esordire nel Glauco di Morselli. La recitazione è una tradizione nella sua famiglia ed Ave a vent'anni viene ammessa all'Accademia di Arte Drammatica di Roma. In seguito entra nella compagnia di prosa Betrone-Capodaglio-Carini e, successivamente, entra a far parte delle migliori formazioni. Assai versatile, interpreta parti brillanti, ruoli del teatro classico ( Medea, 1949) e del teatro drammatico ( Dialoghi delle Carmelitane, 1952). Dalla rivista ( Un trapezio per Lisistrata, 1958; Un mandarino per Teo, 1960) passa al cinema, dove debutta nel dopoguerra. Negli anni '50 e '60 è una presenza costante nelle commedie comico-brillanti (la sua filmografia è sterminata), interpretando ruoli briosi e bonari, che le danno modo di mettere in luce le sue sanguigne doti di caratterista e l'espressività colorita ed esuberante della sua recitazione. L'attrice riesce a dare prova delle sue capacità recitative anche in film drammatici. Per l'interpretazione di uno di questi, Vivere in pace (di Luigi Zampa, 1946) si aggiudica il Nastro d'argento. Alla tv, oltre che come attrice, si fa apprezzare come briosa conduttrice: nel 1971 affianca Aldo Fabrizi, Paolo Panelli e Bice Valori nel varietà di Antonello Falqui Speciale per noi. In questo spettacolo del sabato sera lei e la Valori danno vita ad esilaranti scenette, nelle quali vestono di volta in volta i panni di mogli di personaggi di grosso calibro, politici, cantanti, miliardari, calciatori e capi clan. Tra impegni teatrali e televisivi Ave Ninchi trova sollievo e riposo nella sua casa di Trieste, città alla quale vi rimarrà legata tutta la vita, e nella quale si spegnerà il 10 novembre 1997. Ave Ninchi è stata una delle migliori caratteriste e la più accanita giocatrice del nostro cinema: ai tavoli da gioco ha perso una fortuna. Ma con i grandi amori della sua vita ha fatto un poker vincente: sono il marito, con cui è vissuta 45 anni (è morto nel 1981); John Wayne, l'eroe che le ha fatto amare il cinema sin da ragazza; i polli, che l'hanno resa famosa negli spot tv; la Juventus, squadra del cuore.


Ernesto Almirante

Data nascita: 24 Settembre 1877 (Bilancia), Mistretta (Italia)
Data morte: 13 Dicembre 1964 (87 anni), Bologna (Italia)
Fin da piccolo sul palcoscenico accanto al padre, Nunzio, e ai fratelli Giacomo, Luigi e Mario, arriva sul grande schermo nel 1935. Nel dopoguerra diventa l'effigie dell'attore anziano, un'icona da Belle Epoque sopravvissuta nelle famiglie e nei salotti borghesi anni Cinquanta in film di Blasetti, Fellini e Totò. Ideale nei panni dell'ufficiale in pensione o del nonno rimbambito. Tra i film: O sole mio (1945) di Giacomo Gentilomo; Il testimone (1945) di Pietro Germi; L'angelo e il diavolo (1946) di Mario Camerini; L'onorevole Angelina (1947) di Luigi Zampa; I pompieri di Viggiù (1949) di Mario Mattoli: Prima comunione (1950) di Alessandro Blasetti; Guardie e ladri (1951) di Steno e Mario Monicelli; Lo sceicco bianco (1952) di Federico Fellini: Ore 10 lezione di canto (1955) di Marino Girolami.


William Tubbs

Data nascita: 25 Febbraio 1917 (Pesci), Milwaukee (Wisconsin - USA)
Data morte: 25 Gennaio 1953 (35 anni), Londra (Gran Bretagna)
Corposo caratterista dal viso aperto e simpatico, cordiale e spontaneo, giunge al cinema da perfetto sconosciuto, senza mai aver avuto una vera passione per la recitazione, convinto dal grande Roberto Rossellini, che intuisce le sue possibilità d’attore capace di creare personaggi di buon spessore, dopo averlo conosciuto casualmente e avergli affidato il ruolo di un cappellano militare americano, l’unico cattolico, a differenza degli altri due, uno protestante e uno rabbino, che trovano alloggio in un convento di frati nell’episodio Appennino Emiliano del profondo e disperato Paisà (1946). Intelligente e volenteroso, William Tubbs, usando talvolta il diminutivo Bill con cui sono soliti chiamarlo amici e conoscenti, inizia una carriera tutta italiana nel cinema, che lui non avrebbe mai immaginato di intraprendere e che gli dà parecchie soddisfazioni, anche se i ruoli sono da considerarsi poco significativi per un attore. Il professionismo prevale sulla sua incredulità, e in pochi anni Tubbs prende parte a una ventina di film, quasi sempre in ruoli da caratterista dalla grossa corporatura, dalla schietta simpatia e dall’irresistibile comunicativa. Nel cinema italiano del dopoguerra Tubbs si ritaglia un suo spazio, impersonando quasi sempre sapidi e gustosi personaggi di ingenui americani, buoni padri di famiglia, medici, commendatori, dirigenti sportivi. Uno dei suoi personaggi più riusciti e più esilaranti è quello del film G.ardie e ladri (1951) di Steno e Monicelli, dove fa il turista italo-americano in visita al Foro Romano a cui Totò, ladruncolo per necessità, appioppa una moneta-patacca facendosi dare cinquanta dollari; da qui tutti i suoi guai, essendo proprio il malcapitato il presidente dell’Ente che distribuisce pacchi-dono alle famiglie bisognose, che, riconoscendolo, lo denuncia alla polizia. Un personaggio riuscito, ben interpretato ed efficacemente caratterizzato, che l’attore fa risaltare molto bene, nonostante la presenza di Totò e Fabrizi, interpreti principali che assorbono, giustamente, l’attenzione di critici e spettatori.


Gino Leurini

Data nascita: 20 Novembre 1934 (Scorpione), Roma (Italia)
Non ancora tredicenne approda al cinema con un piccolo ruolo, ma già l’anno successivo è uno degli interpreti del film Cuore (1948), dove dà vita a uno dei principali personaggi deamicisiani, Garrone. Ma è con il ruolo del giovane studente in Domani è troppo tardi (1950) che diventa famoso, facendosi apprezzare per aderenza al ruolo e discreta disinvoltura, piazzandosi fra le giovani speranze maschili del rinato cinema italiano. Purtroppo Leurini è rimasto una delle promesse non mantenute, invischiato in produzioni modeste e in filmetti avventurosi dove è verosimile solo per le sue doti fisiche e atletiche, ma nulla più


Mario Castellani

Data nascita: 1906, Roma (Italia)
Data morte: 26 Aprile 1978, Roma (Italia)
Dopo avere esordito nel teatro di rivista, si affermò ben presto come abile caratterista, soprattutto al fianco di Totò. Dal 1948 in poi interpretò nel cinema una nutrita serie di film comici e leggeri, spesso con lo stesso Totò e altri attori comici. Abilissimo nel delineare macchiette di personaggi popolareschi e di genuina espressività, seppe conferire alla sua comicità una finezza ed un gusto sempre controllati e fini, senza mai scadere nella banalità.


Aldo Giuffré


Data nascita: 10 Aprile 1924 (Ariete), Napoli (Italia) Fino a che un'operazione alla gola non lo privò di una delle sue qualità migliori (la pastosa voce napoletana), Giuffré fu uno dei più sicuri valori in tv, alla quale si dedicò stabilmente negli anni Sessanta, dopo una lunga, ma splendida gavetta nella compagnia di Eduardo De Filippo (dove aveva debuttato assieme al fratello Carlo). Il grande mestiere gli permise di passare dalla commedia più disimpegnata (le avventure giallo-rosa di Laura Storm) alla tragedia classica (Macduff in “Macbeth”), dal dramma moderno (il regista di “La ragazza di campagna”) a quello in costume (don Pedro in “Mariana Pineda”, Corina in Antonello capobrigante). Ha partecipato anche a originali sceneggiati televisivi, tra cui La figlia del diavolo. A parte il ruolo d’esordio al cinema nel drammatico Assunta Spina (1948) di Mario Mattoli, è spesso caratterista comico (in un mondo ironico e scanzonato, in una dimensione da commedia che gli è più congeniale): è in Ieri, oggi, domani (1963) di Vittorio De Sica, prende parte alle commedie erotiche degli anni Settanta e fa parte del cast di Scugnizzi (1989) di Nanni Loy e de La Repubblica di San Gennaro (2003) di Massimo Costa.


Pietro Carloni

Data nascita: 1 Gennaio 1896 (Capricorno), Taurisano (Italia)
Data morte: 3 Agosto 1968 (72 anni), Roma (Italia)
Marito della famosa attrice napoletana Titina De Filippo, esordì giovanissimo come attore teatrale; a partire dal 1930, entrò a far parte della compagnia di Eduardo e Peppino De Filippo. Dotato di valide qualità drammatiche, la sua carriera cinematografica fu saltuaria e limitata all’interpretazione di ruoli secondari. Negli anni del dopoguerra apparve, tra l’altro, in Napoli milionaria, trasposizione cinematografica della commedia omonima, realizzata nel 1950, con la regia dello stesso Eduardo.


Paolo Modugno

Data nascita: 1940, Roma (Italia)
Attore teatrale e radiofonico, lavora in RAI dal 1976 come autore e regista (a volte anche conduttore). Fra i programmi di maggior successo si ricordano “Radio anch’io” e “Il filo d’Arianna”. In anni recenti si dedica anche al cinema, curando dialoghi e doppiaggio di film stranieri distribuiti dalla Lucky Red e dalla Keyfilms. Produttore di una serie di documentari televisivi (La lunga ombra dell’arcobaleno), nel 2001 esordisce nella regia con Territori d’ombra, un duro atto d’accusa contro la pedofilia, uno dei più squallidi e inquietanti fenomeni di questi nostri anni.


Giulio Calì

Data nascita: 26 Marzo 1895 (Ariete), Roma (Italia)
Data morte: 20 Gennaio 1967 (71 anni), Roma (Italia)
Proveniente dal mondo dell'avanspetta¬colo e del teatro dialettale, in cui aveva esercitato una intensa attività, esordi nel cinema interpretando un ruolo significativo ne Il mulino del Po,tratto dal romanzo omonimo di Riccardo Bacchelli e diretto nel 1949 da Alberto Lattuada. In seguito, ha partecipato a nu¬merosi film, in cui ha saputo creare, con grande abilità, tutta una serie di vivaci macchiette, ora comiche, ora patetiche, ma sempre caratterizzate in modo eccellente, anche se talora un po' manierate. Una delle sue migliori caratterizzazioni rimane quella a cui Cali diede vita ne Il cappotto, un film tratto da uno dei Racconti di Pietroburgo di Nikolaj Gogol e diretto nel 1959 da Alberto Lattuada). In esso, il ruolo del protagonista, il modestissimo impiegato Carmine De Carmine, fu interpretato da Renato Rascel, che diede una notevole prova delle sue capacità, creando un personaggio di grande intensità umana, al tempo stesso umoristico, patetico e malinconico. Costretto a fare i conti con un miserrimo stipendio, Carmine deve affrontare la spesa, per lui enorme, di farsi cucire un cappotto nuovo, perché il vecchio è talmente logoro e malandato da non potersi più riparare. Ma tale necessità non rappresenta un vero e proprio evento solo per lui; lo è anche per il suo sarto (interpretato appunto da Cali), che da tempo non cuce più un capo nuovo, abituato com'è ad una clientela che chiede solamente rattoppi e aggiustature di abiti ormai consunti. Perciò, non solo la scelta del modello, della stoffa e la realizzazione del capo rappresentano per lui un'impresa da programmare a lungo e da eseguire tenendo conto di ogni minimo particolare; una volta che il cliente se n'è andato indossando il suo bel cappotto nuovo, il sarto, come un'artista desideroso dell'approvazione del pubblico, non può resistere alla tentazione di seguirlo di nascosto, per vedere l'effetto che la sua creazione fa sui passanti, esclamando “L'ho fatto io!”, ogni volta che se ne presenta l'occasione.


Ciro Berardi

Data nascita: 11 Maggio 1909 (Toro), Fano (Italia)
Data morte: 25 Novembre 1961 (52 anni), Fano (Italia)
Imponente caratterista attivo nel cinema italiano fin dagli anni Trenta, richiestissimo dai registi anche per brevi figurazioni e determinante laddove occorra impersonare tavernieri, operai, sgherri, popolani, militari, servitori e altro, cui l’attore aderisce con asciutta e, spesso, colorita partecipazione. Ha lavorato specialmente negli anni Quaranta e la prima metà dei Cinquanta con registi di vaglia come Genina, Bragaglia, Camerini, Mattòli, Bonnard, Freda, Zampa, Steno e Monicelli. Ma sempre e soltanto in ruoli secondari, talvolta terziari, ma sempre con misurato senso della professionalità. Una curiosità: Berardi ha impersonato con credibile caricatura una delle “donne abbandonate” nella parodia Il fanciullo del West realizzata da Giorgio Ferroni nel 1942, ambientata in un immaginario paese dell’Ovest americano, un ruolo sostenuto con divertita ironia

*I testi delle biografie degli attori sono tratte da www.mymovies.it


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