Regia : Sergio Corbucci
Soggetto : Bruno Corbucci,Giovanni Grimaldi
Sceneggiatura : Bruno Corbucci,Giovanni Grimaldi
Fotografia : Enzo Barboni
Scenografia : Ottavo Scotti
Musica : Armando Trovajoli
Montaggio : Otello Colangeli
Aiuto regia : Reggero Deodato
Direttore produzione : Alfonso Donati
Produzione : Globe International Film,Addessi Cinematografica
Durata: 90 minuti
Interpreti e personaggi:
Totò ( Pasquale )
Nino Taranto( Egidio )
Erminio Macario( Mamozio )
Lisa Gastoni( Fiorenza )
Mario Castellani( il nobile con due scarpe destre )
Adriano Celentano( un falso frate )
Don Backy( un altro falso frate )
Carlo Delle Piane( l'oste )
Mimmo Poli( il frate grasso )
Franco Ressel( l'ufficiale del Balzello )
Fiorenzo Fiorentini( Smilzo,un bravo )
Giacomo Furia( Cecco, un altro bravo )
Gianni Baghino( il bravo ubriaco )
Clara Bindi( una popolana )
Altri interpreti : Moira Orfei, Dany Paris, Roberto Paoletti, Marco Morandi, Tina Gloriani, Maria Badmaiev, Renato Terra, Olga Solbelli, Franco Giacobini, Marina Maggi
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Soggetto
Secolo XVII.Pasquale,ciabattino che fabbrica solo scarpe destre,fugge travestito da frate dal paese natio con l'amico Mamozio e con i suoi 12 figli che fa passare per "figli della Provvidenza".Viene ospitato da don Egidio nel suo castello dove tiene segregata la bella Fiorenza per costringerla a sposarlo.La donna che e' innamorata di Manuel chiede aiuto a Pasquale che per sbaglio propina un filro amoroso a don Egidio,che reso rovente dal filtro obbliga il nostro a celebrare le nozze.Interviene un manipolo di suore che guidate dalla monaca di Monza fa arrestare don Egidio: i giovani possono così sposarsi e offrono ospitalità a vita a Pasquale e ai suoi.
Critica e curiosità
E' l'ultimo film che Totò interpreta con Nino Taranto e Macario . Si tratta di una parodia de " La monaca di Monza " . Mentre era alle prese con questo film , Totò viene prelevato da Corbucci e con ancora il vestito di frate gli mette in testa un cappello da bersagliere e gli fare girare la scena finale de " Il giorno più corto " . Da un articolo non firmato apparso su Il Secolo XIX Nuovo : " Esistono film che dovrebbero veder limitato il visto di programmazione ai cinema di periferia , per motivi di gusto . [..] Ora , con questo Il monaco di Monza è da credere che la cinematografia nostrana abbia raggiunto la categoria più infima . [..] Qui , la qualità delle trovate comiche è talmente povera da non riuscire a strappare il minimo accenno di sorriso . Il buon Totò si sbraccia inutilmente [..] " . Ancora un articolo non firmato su La Notte : " Ma perchè Totò riesce a fare un film più brutto di quello che ha fatto precedentemente ? Chi lo conosce sa che Totò per quanto stanco e acciaccato , non può rinunciare a recitare , per lui equivarrebbe a rinunciare a vivere . E perciò recita , qualunque sia il soggetto che gli propongono , il regista che dovrà dirigerlo , gli attori che lo affiancheranno[..] " .
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