La banda degli onesti

[ Totò, Peppino De Filippo e Giacomo Furia] [ Totò]

[ Totò] [ Totò]

[ Totò] [ Totò e Peppino De Filippo]

[ Totò, Peppino De Filippo e Giacomo Furia] [Totò e  Giacomo Furia]

[ Totò ] [ Totò ]

[ Totò e Peppino De Filippo] [ Totò,Giacomo Furia e Peppino De Filippo]

Videoclip titoli di testa

    

Regia : Camillo Mastrocinque
Soggetto : Age, Scarpelli
Sceneggiatura : Age, Scarpelli
Fotografia : Mario Fioretti
Scenografia : Alberto Boccianti
Musica : Alessandro Cicognini
Montaggio : Gisa Radicchi Levi
Aiuto regia : Mauro Morassi
Direttore produzione : Vittorio Musy Glori
Produzione : Broggi e Libassi per la DDL,Roma
Durata: 108 minuti

Interpreti e personaggi:
Totò ( Antonio Bonocore )
Peppino De Filippo( Giuseppe Lo Turco)
Giacomo Furia( Felice Cardoni )
Gabriele Tinti( Michele Bonocore )
Giulia Rubini( Marcella Lo Turco )
Anita Ciarli( la madre di Antonio )
Yoka Berretty( Marlene,la moglie di Antonio )
Nando Bruno( il maresciallo Denti )
Salvo Libassi( il brigadiere Solmi )
Mario Meniconi( un finanziere )
Luigi Pavese( il ragionier Casoria )
Lauro Gazzolo( il signor Andrea )
Gildo Bocci( il tabaccacio )
Enzo Maggio( il barista )
Memmo Carotenuto( l'aspirante portiere )
Guido Martufi( Riccardo )
Andrea De Pino( il dottore )

     

        

        

        

        

    

     

Soggetto

Antonio avuto quanto necessario per fabbricare biglietti da diecimila da un ex incisore della zecca,convince il tipografo Giovanni e il pittore d'insegne Felice ad aiutarlo a fabbricare le banconote.Stampati i biglietti ne spacciano uno in tabaccheria.Antonio saputo da suo figlio finanziere che la polizia e' sulle traccie dei falsari,convince i suoi complici a desistere dall'impresa.Ma la banda ricercata era un'altra e i tre amici si disfano delle banconote false,contenti di tornare all'onestà.

Critica e curiosità

Il film è girato nel gennaio del '56 diventerà un classico dei film di Totò anche se alla sua uscita nelle sale parte della critica come era suo costume non fu dello stesso avviso . E' il primo film in cui la coppia Totò - Peppino esplode in tutta la sua comicità , famose le storpiature del cognome della vittima - partner Lo Turco ( Lo Truzzo , Turchetti , Lo Turzo , Lo Struzzo ) che saranno poi ripresi in film successivi . La scena dei tre protagonisti nella tipografia che viene girata con la caratteristica velocità delle comiche americane è un'idea dello stesso Totò .
Scriveva Giuseppe Marotta : " Muse napoletane , abbiamo tante volte mangiato cocomeri e lupini insieme , aiutatemi a dire tutto il male e tutto il bene possibile di Totò . Chi è più attore e meno artista di lui ? Chi , se non Totò , è l'unico , il massimo denigratore che Totò abbia ,l'ospite furtivo , il cugino povero , il visitatore umile , frainteso , balbettante di se stesso ? [..] Ha trasferito per vent'anni , sullo schermo , il Totò del varietà [..] Infatti La banda degli onesti avrebbe anche potuto chiamarsi Totò portinaio o Totò falsario ,alla vecchia maniera ; nessuno ci avrebbe rimesso , nè gli autori del testo , nè gli interpreti nè la regia [..] " .
Il solito "vice" dal Il Messaggero : " [..] Nel panorama non troppo consolante dei nostri film comici , questa pellicola [..] merita una menzione onorevole . Spigliata , briosa , dotata di un dialogo vivace e di qualche genuina trovata [..] , grazie soptattutto all'interpratazione di Totò , Peppino De Filippo e Giacomo Furia " .


Peppino De Filippo

Nome: Roma, Italia
Data nascita: 24 Agosto 1903 (Vergine), Napoli (Italia)
Data morte: 27 Gennaio 1980 (76 anni), Roma (Italia)
Fratello minore di Titina ed Eduardo, figlio naturale di Eduardo Scarpetta e Luisa De Filippo, esordisce giovanissimo nella compagnia di Vincenzo Scarpetta, ma ben presto la sua inquietudine lo porta a passare in formazioni dialettali secondarie, dove ha modo di farsi le ossa. Dopo aver raggiunto una certa fama, agli inizi degli anni ‘30 decide di formare - assieme ad Eduardo e Titina - la compagnia del Teatro Umoristico I De Filippo, destinata a riscuotere grandi successi grazie a commedie scritte da loro stessi (la più celebre delle quali resta la straordinaria Natale in casa Cupiello): il sodalizio dura sino al 1944, sempre sostenuto da un enorme consenso di pubblico. Peppino fa il suo esordio nel cinema, assieme ad Eduardo, con Tre uomini in frack (1932) di Mario Bonnard: sino al ‘44, saranno rare le occasioni in cui compare da solo. Finita la seconda guerra mondiale, divisi i suoi destini da quelli di famiglia, egli intraprenderà una propria strada autonoma sia in teatro sia al cinema: sul grande schermo, in verità, concedendosi sovente a prodotti commerciali poco adatti a metterne in luce le non comuni qualità. Fanno eccezione Luci del varietà (1950) di Fellini/Lattuada, dove è uno straordinario capocomico; Policarpo, ufficiale di scrittura (1959) di Mario Soldati, in cui indossa i panni d'un pignolo capoufficio; Le tentazioni del dottor Antonio, episodio di "Boccaccio ‘70" (1961) ancora firmato da Fellini, che lo vede ragioniere moralista e bigotto. Ma i risultati migliori li ottiene senza dubbio nel sodalizio quasi decennale con Totò, che produce tra il ‘55 ed il ‘63 ben 14 pellicole: l'unico Nastro d'argento della sua carriera gli viene assegnato quale attore non protagonista per Totò, Peppino e i fuorilegge(1956). Successivamente, si dedica al palcoscenico ed alla riduzione per la televisione di alcuni suoi testi teatrali; conoscendo, in tivvù, un momento di eccezionale popolarità col personaggio di Gaetano Pappagone, nella "Canzonissima" 1966-67.


Giacomo Furia

Data nascita: 1 Gennaio 1925 (Capricorno), Arienzo (Italia)
Uno dei più grandi caratteristi cinematografici e teatrali degli Anni Quaranta e Cinquanta. Debutta sul palcoscenico accanto a Eduardo De Filippo con il quale stringerà una profonda amicizia e un reciproco rispetto della professione. Infatti, è proprio con Eduardo De Filippo che esordisce al cinema nel dramma d'amore e gelosia Assunta Spina (1948) di Mario Mattoli con Anna Magnani e Titina De Filippo. Lo stesso anno, è scelto da Roberto Rossellini come uno dei protagonisti della commedia La macchina ammazzacattivi, mentre l'anno seguente è accanto a Gino Cervi in La sposa non può attendere (1949). Spalla comica o semplice attore di secondo piano accanto a Totò, Peppino De Filippo, Tina Pica, Aldo Fabrizi, Luigi Pavese, Ave Ninchi, Giovanna Ralli, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Raimondo Vianello e Alberto Sordi, è spesso diretto da Mattoli, Steno, Camillo Mastrocinque, Alberto Lattuada e Mario Monicelli in pellicole che hanno scritto la storia del genere comico italiano, soprattutto quelle accanto al principe De Curtis: Totò cerca casa (1949); Totò Tarzan (1950); Totò sceicco (1950); Un turco napoletano (1953); Il medico dei pazzi (1954); Totò all'Inferno (1955); Siamo uomini o caporali? (1955); Destinazione Piovarolo (1955); il perfetto La banda degli onesti (1956); Totò, Peppino e le fanatiche (1958); Totò nella luna (1958); Totò, Eva e il pennello proibito (1959); I ladri (1959); Il monaco di Monza (1963) e Totò contro il pirata Nero È nel 1954 che spicca nel ruolo del panciuto e ingenuo marito della bella pizzaiola Sophia Loren nell'episodio Pizze a credito de L'oro di Napoli (1954) di Vittorio De Sica. Sarà il primo di molti incontri sul set con la Loren: La domenica della buona gente (1953); Due notti con Cleopatra (1954); Peccato che sia una canaglia (1954) e il fiabesco C'era una volta (1967) di Francesco Rosi. Altri titoli della sua filmografia, necessariamente da citare sono: Biancaneve e i sette ladri (1949); L'arte di arrangiarsi (1954); L'allegro squadrone (1954); La vergine moderna (La trappola d'oro) (1954); Ballata tragica (1955); I due compari (1955); La ballerina e il buon Dio (1958); Non sono più guaglione – Oh, mia bella Carolina (1958); Ferdinando I, re di Napoli (1959); La cambiale (1959); La prima notte – Le nozze veneziane (1959); Prepotenti più di prima (1959); Guardatele ma non toccatele (1959); Il nemico di mia moglie (1959); I dolci inganni (1960); Pugni pupe e marinai (1961); Il comune senso del pudore (1976, anche con Philippe Noiret) e La mazzetta (1978). Per ben due volte è stato diretto da Federico Fellini, la prima volta assieme a Lattuada in Luci del varietà (1951) con Giulietta Masina nel ruolo del giornalista Duke, la seconda volta in I clowns (1971), mentre assai di più è stato confermato come attore in un set diretto da Mario Soldati, come Il sogno di Zorro (1952). Furia ha lavorato anche con Amedeo Nazzari in L'ultimo amante (1955), è stato diretto da Franco Rossi in Amore a prima vista (1957), poi ha anche affiancato Ernest Borgnine in Il re di Poggioreale (1961), Fernandel in Giudizio universale (1961); Franco Franchi e Ciccio Ingrassia in Il giorno più corto (1962), diventando negli Anni Sessanta e Settanta, uno degli attori prediletti da Bruno Corbucci e Antonio Margheriti per i primi film b-movies italiani, di qualunque genere essi siano stati. Recita con Claudio Gora in Io non spezzo… rompo (1971) e in Provaci anche tu, Lionel (1973), poi è accanto a Yul Brynner in Con la rabbia agli occhi (1976). Televisivamente, prenderà parte alla fiction Luisa Sanfelice (1963) e la miniserie di Leonardo Cortese incentrate sul Tenente Sheridan, magistralmente interpretato da Ubaldo Lay. Seguono: Il cappello del prete (1970) di Sandro Bolchi con Antonio Casagrande e Angela Luce; Qui squadra mobile (1973); Storie della Camorra (1978) di Paolo Gazzara con Antonio Casagrande, Isa Danieli, Luigi De Filippo, Ida Di Benedetto, Ivo Garrani, Marzio Honorato, Massimo Ranieri e Giacomo Rizzo; Melodramma (1984); Non basta una vita (1988) di Mario Caiano con Carole André; L'edera (1992) di Fabrizio Costa con Agnese Nano, Maria Rosaria Omaggio, Clarissa Burt ed Erika Blanc; Passioni (1993) di Fabrizio Costa con Giorgio Albertazzi, Giulia Boschi, Mariangela D'Abbraccio, Lorenzo Flaherty, Rosa Fumetto, Simona Marchini, Marino Masé, Paola Pitagora, Gigi Proietti e Virna Lisi; Vado e torno (1998) e Mai con i quadri (1999) di Caiano con Daniele Liotti, Elisabetta Gardini, Alessandra Acciai, Alessio Boni e Jean-Pierre Cassel. Anche se, bisogna dire che il suo volto è legato principalmente a uno spot del Carosello di una famosa azienda di latticini. Nel 1997, ha firmato anche la sua biografia “Le maggiorate, il principe e l'ultimo degli onesti” dove racconta assieme al giornalista Michele Avitabile la sua carriera.


Gabriele Tinti

Nome: Gastone Tinti
Data nascita: 22 Agosto 1932 (Leone), Bologna (Italia)
Data morte: 12 Novembre 1991 (59 anni), Roma (Italia)
Debuttò sul grande schermo negli anni del dopoguerra, interpretando dapprima un certo numero di film come semplice comparsa o in ruoli di secondo piano. Finalmente, nel 1953, gli fu affidato un personaggio di rilievo, che gli diede modo di dimostrare le proprie qualità di attore capace di ottima presa sul pubblico, simpatico, brillante e, oltre a ciò, dotato di un’innegabile bellezza fisica; diede infatti vita alla figura di Mario, nel film di Carlo Lizzani, Cronache di poveri amanti, tratto dall’omonimo romanzo di Vasco Pratolini. Da allora Tinti divenne un attore molto richiesto, sia in Italia che all’estero, soprattutto in Francia, ma anche a Hollywood, dove fu chiamato dal regista Robert Aldrich. Attore professionalmente assai serio, Tinti ebbe al suo attivo una vastissima filmografia, non tutta dello stesso livello, ma caratterizzata anche da opere di buona qualità. Tra le sue più valide interpretazioni ricordiamo quella de L’occhio selvaggio (1967, Paolo Cavara), in cui diede vita ad un personaggio vigoroso e ricco di sfumature. Dopo i primi anni Settanta, Tinti si dedicò con sempre maggiore frequenza al genere erotico, talora con la sua compagna di vita, Laura Gemser; scomparve nel 1991 per un male incurabile.


Giulia Rubini

Data nascita: 2 Giugno 1935 (Gemelli), Pescara (Italia)
Ancora giovanissima, esordì sul grande schermo nel 1953, in Serve e soldati, un episodio del film Villa Borghese diretto da Gianni Franciolini, rivelandosi un'attrice dalla recitazione fresca e spontanea, sostenuta da discrete doti drammatiche, evidenti soprattutto in parti di ragazza semplice e ingenua, a lei particolarmente congeniali. Ha interpretato numerosi film di vario genere, dal sentimentale al comico-leggero, dallo storico-mitologico all'avventuroso, con una sostanziale uniformità di ruoli. Ha partecipato a 35 film, a partire dal 1953 e fino al 1968.


Nando Bruno

Data nascita: 6 Ottobre 1895 (Bilancia), Roma (Italia)
Data morte: 11 Aprile 1963 (67 anni), Roma (Italia)
Grande caratterista cinematografico, in oltre settanta film Nando Bruno ha lasciato traccia della sua ironia bonaria e popolaresca tipicamente romana. Le sue partecipazioni cinematografiche vanno da brillanti ruoli di comprimario a marginali parti da semplice figurante. Tra i numerosi film da lui interpretati ricordiamo Roma città aperta (1945), L'onorevole Angelina (1947), Come persi la guerra (1947), Se fossi deputato (1949), Cortile (1956), Il vedovo (1959) e Il vigile (1960). Altri film: Roma città libera (1946) di Marcello Pagliero; Mio figlio professore (1946) di Renato Castellani; Il delitto di Giovanni Episcopo (1947) di Alberto Lattuada; Gioventù perduta (1948) di Pietro Germi: Ladri di biciclette (1948) di Vittorio De Sica; L'arte di arrangiarsi">L'arte di arrangiarsi (1955) di Luigi Zampa; Il mattatore (1960) di Dino Risi.


Luigi Pavese

Data nascita: 25 Ottobre 1897 (Scorpione), Asti (Italia)
Data morte: 13 Dicembre 1969 (72 anni), Roma (Italia)
Caratterista sanguigno dall'inconfondibile timbro vocale, ha alternato esperienze teatrali a quelle soprattutto cinematografiche. Debutta in teatro nel 1921, con la compagnia Pederzini, per passare poi dal 1922 al 1924 ad altre compagnie minori, fino ad arrivare nel 1925 al Teatro Odescalchi di Roma, allora diretto dallo scrittore Luigi Pirandello. Nel 1926 è con la Sabbatici-Fontana e l'anno dopo con la Almirante-Manzini; dal 1928 al 1936 lavora con ben sei gruppi teatrali, tra i quali la compagnia De Sica-Tofano-Rissone e la compagnia Merlini-Cialente. Nella stagione 1937-1938 è primattore con la compagnia Borboni-Cimara con cui compie una lunga tournée. Tra le sue partecipazione ricordiamo: I padri etruschi (1942) di Pinelli, Casa di bambola (1942) di Ibsen e Sacro esperimento (1948) di Hochwalder. Nel teatro di rivista ha partecipato a Sai che ti dico?? (1944), Cantachiaro n. 1 (1944), Imputati alziamoci! (1945), e Tobia, la candida spia (1954). In cinema è interprete di numerosissime pellicole, quasi tutte del genere comico, e spesso accanto a grandi comici quali Totò e Aldo Fabrizi, interpretando quasi sempre personaggi burberi e irascibili. Fra i film che interpretò ricordiamo, Melodie eterne (1940), L'allegro fantasma (1941), Le miserie del signor Travet (1946), Fifa e arena (1948), Totòtarzan (1950), La famiglia Passaguai (1951), La famiglia Passaguai fa fortuna (1951), Totò a colori (1952), Papà diventa mamma (1952), Questa è la vita (1954), La banda degli onesti (1956), Totò a Parigi (1958), Signori si nasce (1960), Totòtruffa '62 (1961), Gerarchi si muore (1962), Veneri al sole (1965). Svolge anche un'intensa attività di doppiatore: fu Fredric March in The Desperate Hours (Ore disperate, 1955), Gary Cooper in Saratoga (Saratoga, 1937) e Cloak and Dagger (Maschere e pugnali, 1947), Burl Ives in Cat on a Hot Tin Roof (La gatta sul tetto che scotta, 1958). Negli ultimi anni prende parte anche ad alcuni sceneggiati televisivi, come David Copperfield (1965) e Il conte di Montecristo (1966). Luigi Pavese ha dimostrato in oltre quarant'anni di carriera di essere un attore dotato di un grande talento e di una straordinaria versatilità. Nei numerosi film a cui prese parte gli erano spesso riservate brevi apparizioni, ma le sequenze che ha interpretato, sono illuminate dall'immenso valore della sua arte.


Lauro Gazzolo

Data nascita: 15 Ottobre 1900 (Bilancia), Genova (Italia)
Data morte: 2 Ottobre 1970 (70 anni), Roma (Italia)
Figlio di Colombo e di Severa Gazzolo, dopo essersi diplomato presso l’istituto nautico di Genova comincia a frequentare il Teatro Nazionale, dapprima come dilettante, poi dal 1925 da professonista con scritture in importanti complessi artistici, come quelli con a capo Carini, Betrone, Giorda e Forzano. Il suo ingresso nel cinema è dapprima come doppiatore, e Gazzolo presta la sua personale intonazione vocale a caratteristi stranieri come Fernandel, Walter Brennan, Peter Lorre, Roland Young, Barry Fitzgerald, Millard Mitchell, Bud Abbott e altri, tra cui anche primi attori come Louis Jouvet e Charlie Chaplin, fino ai tipici vecchietti invadenti dei film western, uno fra tutti George “Gabby” Hayes. È poi utilizzato come eccellente attore di carattere dal 1938, creando invariabilmente tipi molto indovinati. Oltre che al cinema e al teatro, si dedica anche a trasmissioni radiofoniche come Il giro del mondo in 80 giorni, a riviste musicali come Scale (1955) di Polacci e un po’ anche alla televisione. Qui appare negli sceneggiati Il caso Mauritius (1961) da Wassermann diretto da Majano, La volpe e le camelie (1966) da Silone diretto da Silverio Blasi, Quel negozio di piazza Navona (1969) per la regia di Mino Guerrieri, oltre che all’episodio Una dote per Ghita (1963) della serie Ritorna il tenente Sheridan diretto da Mario Landi. Nel 1962 recita pure nelle commedie Lo stilita di Pinelli e La verità sospetta di Ruiz de Alarcon e l’anno successivo ne Il cuore che cambia di Beynon. Sposatosi due volte è padre di due figli attori: Nando, nato dal suo matrimonio con Aida Ottaviani Piccolo, e Virginio, nato da quello con Maria Natalina Robino.


Gildo Bocci

Data nascita: 1 Settembre 1886 (Vergine), Roma (Italia)
Data morte: 22 Luglio 1964 (77 anni), Roma (Italia)
È uno degli attori secondari più utilizzati dal cinema sin dal tempo del muto, anche se nel periodo del sonoro la sua filmografia si arricchisce di titoli importanti e gli offre le migliori opportunità per poter mettere a fuoco le sue capacità espressive. Mai attore di primo piano, è un caratterista simpatico dall’aspetto rubicondo e bonario, semplice e misurato, capace di ritagliare anche in film modesti personaggini di gustoso rilievo. È attivo per circa trentacinque anni sia nel cinema, sia in teatro, particolarmente quello dialettale romanesco. Nel periodo muto partecipa a circa sette film, ma nel sonoro è attivissimo e fra le sue prestazioni degne di nota ci sono il regista ne La signora di tutti (1934), il tassinaro bonaccione di Dora Nelson (1939), il taverniere pacioccone di Marco Visconti (1941), l’efficace Galileo ne La donna perduta (1941), il simpatico Pacchialone in Casanova farebbe così (142), l’imbranato impresario teatrale di Zazà (1942), il vagabondo di Fuga a due voci (1943) e, soprattutto, il poveraccio oppresso da una moglie autoritaria e avida in Via delle cinque lune (1942), dove fornisce un’interpretazione magistrale, valorizzato al massimo da Luigi Chiarini che mette bene a fuoco la sua potenzialità interpretativa. Nel dopoguerra appare ancora nei suoi soliti personaggi di tassinaro o portinaio bonario, ma meno tratteggiati rispetto a quelli dell’anteguerra, facendo forse eccezione per il tonto macellaio infinocchiato da Totò in 47 morto che parla (1950) e il giocondo maresciallo di Giorni d’amore (1954).


Enzo Maggio

Data nascita: 10 Luglio 1902 (Cancro), Napoli (Italia) Data morte: 13 Luglio 1973 (71 anni), Napoli (Italia) Dante è uno dei quattro fratelli Maggio (gli altri sono: Beniamino, Pupella e Dante ), una dinastia di attori napoletani molto noti ed apprezzati sia in teatro che al cinema. Dante esordi sul grande schermo nel 1950; in seguito comparve in numerosi film, ma senza mai andare oltre il ruolo di caratterista


Memmo Carotenuto

Data nascita: 24 Luglio 1908 (Leone), Roma (Italia)
Data morte: 23 Dicembre 1980 (72 anni), Roma (Italia)
Straordinario caratterista cinematografico dall'inconfondibile vocione rauco e dall'incontenibile ironia tipicamente romana, Memmo Carotenuto (figlio d'arte e fratello dell'altrettanto celebre Mario) è stata una presenze essenziale della commedia all'italiana degli anni Cinquanta, che lo ha visto come scanzonato e sanguigno comprimario nei suoi migliori prodotti, al fianco di attori come Totò, Alberto Sordi, Peppino De Filippo, Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida. Da ricordarlo assolutamente nel ruolo dello scalognato ladro Cosimo de I soliti ignoti (1958) di Mario Monicelli, in quello del tranviere compagno di stanza di Renato Salvatori di Poveri ma belli (1956) e Belle ma povere (1957), entrambi di Dino Risi, in quello del amorevole ma anche collerico padre alle prese con una numerosa e turbolenta prole di Padri e figli (1958) di Mario Monicelli, ed in quello del carabiniere Baiocchi spalla di De Sica di Pane, amore e fantasia (1953) e Pane, amore e gelosia (1954), entrambi di Luigi Comencini.


Andrea De Pino

Data nascita: 4 Giugno 1901 (Gemelli), Salerno (Italia)
Data morte: 4 Agosto 1966 (65 anni), Roma (Italia)
Buon giornalista, svolse un'intensa attività in questo campo, scrivendo per quotidiani e periodici; pertanto, la sua attività come attore può essere considerata marginale, anche se negli anni del primo e del secondo dopoguerra, dal 1948 al 1957) prese parte a numerosi film come apprezzato attore caratterista. Ha pertecipato anumerosi film, fra i quali: Le motorizzate, (1964, Marino Girolami), Il commissario (1962, Luigi Comencini), La dolce vita (1960, Federico Fellini), La banda degli onesti (1956, Camillo Mastrocinque), Se fossi deputato (1949, Giorgio Simonelli). Ultimi film con Andrea De Pino

*I testi delle biografie degli attori sono tratte da www.mymovies.it



    


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