Il medico dei pazzi

[ Totò e Carlo Ninchi] [ Totò, Mario Castellani  e Franca Marzi]

[ Totò e Carlo Ninchi] [Totò e Franca Marzi] [ Totò,Tecla Scarano e Maria Pia Casilio]

[ Aldo Giuffrè, Giacomo Furia e Enzo Garinei] [Totò, Mario Castellani  e Franca Marzi]

[ Totò ] [Totò]

[ Totò ] [Totò, Aldo Giuffrè, Tecla Scarano e Maria Pia Casilio]

Videoclip titoli di testa

Regia : Mario Mattoli
Soggetto : dalla farsa"O' miedico d'd pazze" di E.Scarpetta
Sceneggiatura : Mattoli. Maccari, Talarico, Totò
Fotografia : Riccardo Pallottini
Scenografia : Alberto Boccianti, Piero Filippone
Musica : Pippo Barzizza
Montaggio : Roberto Cinquini
Aiuto regia : Roberto Cinquini
Direttore produzione : Alfredo De Laurentis
Produzione : Carlo Ponti,Cinematografica Roma
Durata: 85 minuti

Interpreti e personaggi:
Totò ( Felice Sciosciammocca )
Tecla Scarano( Concetta, la moglie )
Maria Pia Casilio( Margherita, la figlia )
Aldo Giuffrè( Ciccillo )
Giacomo Furia( Michele )
Vittoria Crispo( la signora Amalia )
Nora Ricci( sua figlia )
Mario Castellani( il signor Cristaldi )
Franca Marzi( sua moglie )
Carlo Ninchi( l'attore )
Nerio Bernardi( il colonnello )

Altri interpreti :
Anna Campori, Amedeo Girard, Ugo D'Alessio,
Rosita Pisano, Pupella Maggio, Enzo Garinei,
Diana Dei, Nicola maldacea jr, Silvana Jachino,
Mario Passante, Ughetto Bertucci,
Pasquale De Filippo, Gianni Partanna

              

        

        

        

Soggetto

Felice ,sindaco di Roccasecca,va con moglie e figlia a Napoli a trovare il nipote Ciccilo che gli fa credere di essere direttore della clinica di pazzi che in realtà è la pensione dove vive.Rimasto da solo nella pensione Felice s'imbatte in una serie di personaggi dai quali,credendoli pazzi,si fa estorcere molte promesse.Il mattino dopo gli ospiti chiedono a Felice di onorare gli impegni ma giunge Ciccilo che chiarisce ogni cosa.

Critica e curiosità

Le riprese iniziarono nell'estate del '54 e durano probabilmente poco meno di tre settimane , proprio perchè faceva caldo e Totò voleva partire per il mare . Con questo film si conclude la serie scarpettiana .
Scriveva Mario Gallo : " La stagione di Totò è passata . Siamo al tramonto . Insisti e insisti le mosse del principe comico non ottengono più l'effetto di un tempo . Il pubblico di ieri ser ha riso solo due o tre volte , ha protestato anche : c'è un limite a tutto [..] " :
E il solito " vice " da La Voce Repubblicana : " E' veramente doloroso constatare come la comicità di certi film italiani sia ancora legata a sorpassati schemi appartenuti al più infimo teatro d'avanspettacolo [..] . Questo discorso , inutile dirlo , vale sopratutto per il film in questione , ennesima opera dozzinale di Mario Mattoli[..] . Totò sfoggia come al solito i tipici atteggiamenti del suo repertorio mimico [..] " .


Tecla Scarano

Nome: Tecla Moretti Data nascita: 20 Agosto 1894 (Leone), Napoli (Italia)
Data morte: 22 Dicembre 1978 (84 anni), Napoli (Italia)
Appartenente ad una famiglia d'arte, debuttò in teatro a soli nove anni e, in seguito, si dedicò al Caffè concerto dove grazie alla sua bella voce, alla sua fragrante bellezza e alla sua incontenibile vena umoristica, si affermò subito come artista di alto livello. Il grande successo ottenuto con l'interpretazione drammatica in Pupatella di Bovio, la portò a investire il suo talento artistico nella prosa. Nel 1917 venne chiamata da Raffaele Viviani, che ne intuì subito il grande talento e la impiegò subito in Donna Nunziata 'a cagnacavalle, a cui seguirono Tuledo 'e notte e Bammenella 'e coppa 'e quartiere. Nel primo dopoguerra apparve in qualche film ( La cantante napoletana; La regina della canzone)e tornò al canto, incidendo dischi di grande successo. Dopo una nuova, trionfale tournée nel 1930, con la compagnia che l'aveva lanciata, conobbe il maestro Langella che diventerà più tardi suo marito. Per lo Stabile del Teatro Nuovo di Napoli, interpretò riviste di Galdieri, Guido di Napoli, Nelli e Mangini. Nel secondo dopoguerra lavorò saltuariamente in spettacoli leggeri di varietà. Famosi rimangono inoltre i suoi lavori con Eduardo De Filippo. Presenza costante del cinema comico degli anni '40, '50 e '60 , sullo schermo la ricordiamo in Sono stato io! (1937), I bambini ci guardano (1944), Bellissima (1951), Il medico dei pazzi (1954), Totò, Vittorio e la dottoressa (1957), Ieri, oggi e domani (1963), Matrimonio all'italiana (1964) e Made in Italy (1967)


Maria Pia Casilio

Data nascita: 5 Maggio 1935 (Toro), L'Aquila (Italia) Squisita attrice dotata di una bellezza innocente e virginale quanto briosa e vivace, Maria Pia Casilio debutta nel cinema nel capolavoro di Vittorio De Sica, Umberto D. (1952), riflessione amara sulla vecchiaia e la solitudine. Qui, nella parte di una giovane servetta alle dipendenze del misero e disincantato pensionato Umberto D (Domenico Ferrari) - assillato dai debiti, ridotto alla miseria e strappato al suicidio dal suo amato cagnolino - la Casilio dimostra una grande temperamento drammatico. L'attrice si caratterizza proprio per una recitazione nel contempo spontanea e riflessiva, che offre una vasta gamma di emozioni, dalle più leggere alle più profonde. A questo importantissimo ruolo ne seguiranno molti altri, soprattutto in film leggeri, come la fidanzata di Alberto Sordi in Un americano a Roma (1954) di Steno, la rivale di Gina Lollobrigida in Pane, amore e fantasia (1953) di Luigi Comencini, la spalla di Totò in Il medico dei pazzi (1954) di Mario Mattoli e Totò, Peppino e i fuorilegge (1956) di Camillo Mastrocinque. In seguito darà colore con la sua solare ironia e la sua vivace bellezza in due bellissime commedie dai risvolti amari, entrambe dirette da Vittorio De Sica, ovvero Il giudizio universale (1961) e Lo chiameremo Andrea (1972). Nei primi anni Settanta, dopo il matrimonio col noto doppiatore Rinaldi, l'attrice abbandona lo schermo, per farvi ritorno con un piccolo ruolo nel 1997, nella commedia Tre uomini e una gamba, diretta e interpretata dal trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo.


Aldo Giuffré

Data nascita: 10 Aprile 1924 (Ariete), Napoli (Italia)
Fino a che un'operazione alla gola non lo privò di una delle sue qualità migliori (la pastosa voce napoletana), Giuffré fu uno dei più sicuri valori in tv, alla quale si dedicò stabilmente negli anni Sessanta, dopo una lunga, ma splendida gavetta nella compagnia di Eduardo De Filippo (dove aveva debuttato assieme al fratello Carlo). Il grande mestiere gli permise di passare dalla commedia più disimpegnata (le avventure giallo-rosa di Laura Storm) alla tragedia classica (Macduff in “Macbeth”), dal dramma moderno (il regista di “La ragazza di campagna”) a quello in costume (don Pedro in “Mariana Pineda”, Corina in Antonello capobrigante). Ha partecipato anche a originali sceneggiati televisivi, tra cui La figlia del diavolo. A parte il ruolo d’esordio al cinema nel drammatico Assunta Spina (1948) di Mario Mattoli, è spesso caratterista comico (in un mondo ironico e scanzonato, in una dimensione da commedia che gli è più congeniale): è in Ieri, oggi, domani (1963) di Vittorio De Sica, prende parte alle commedie erotiche degli anni Settanta e fa parte del cast di Scugnizzi (1989) di Nanni Loy e de La Repubblica di San Gennaro (2003) di Massimo Costa.


Giacomo Furia

Data nascita: 1 Gennaio 1925 (Capricorno), Arienzo (Italia)
Uno dei più grandi caratteristi cinematografici e teatrali degli Anni Quaranta e Cinquanta. Debutta sul palcoscenico accanto a Eduardo De Filippo con il quale stringerà una profonda amicizia e un reciproco rispetto della professione. Infatti, è proprio con Eduardo De Filippo che esordisce al cinema nel dramma d'amore e gelosia Assunta Spina (1948) di Mario Mattoli con Anna Magnani e Titina De Filippo. Lo stesso anno, è scelto da Roberto Rossellini come uno dei protagonisti della commedia La macchina ammazzacattivi, mentre l'anno seguente è accanto a Gino Cervi in La sposa non può attendere (1949). Spalla comica o semplice attore di secondo piano accanto a Totò, Peppino De Filippo, Tina Pica, Aldo Fabrizi, Luigi Pavese, Ave Ninchi, Giovanna Ralli, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Raimondo Vianello e Alberto Sordi, è spesso diretto da Mattoli, Steno, Camillo Mastrocinque, Alberto Lattuada e Mario Monicelli in pellicole che hanno scritto la storia del genere comico italiano, soprattutto quelle accanto al principe De Curtis: Totò cerca casa (1949); Totò Tarzan (1950); Totò sceicco (1950); Un turco napoletano (1953); Il medico dei pazzi (1954); Totò all'Inferno (1955); Siamo uomini o caporali? (1955); Destinazione Piovarolo (1955); il perfetto La banda degli onesti (1956); Totò, Peppino e le fanatiche (1958); Totò nella luna (1958); Totò, Eva e il pennello proibito (1959); I ladri (1959); Il monaco di Monza (1963) e Totò contro il pirata Nero (1964). È nel 1954 che spicca nel ruolo del panciuto e ingenuo marito della bella pizzaiola Sophia Loren nell'episodio Pizze a credito de L'oro di Napoli (1954) di Vittorio De Sica. Sarà il primo di molti incontri sul set con la Loren: La domenica della buona gente (1953); Due notti con Cleopatra (1954); Peccato che sia una canaglia (1954) e il fiabesco C'era una volta (1967) di Francesco Rosi.


Vittoria Crispo

Data nascita: 1 Maggio 1905 (Toro), Napoli (Italia)
Caratterista fra le più quotate del teatro e del cinema, in particolare quello partenopeo, simpatica, espressiva, sapida e piena di verve, è spesso chiamata dai registi per impersonare popolane pettegole e irruente, comari litigiose, mamme e domestiche fedeli, per una gamma di espressioni fra le più varie, una virago napoletana a mezza strada fra Dolores Palumbo e Tecla Scarano. La carriera ha inizio in teatro nell’immediato dopoguerra nella compagnia di Eduardo De Filippo che le affida personaggi di buon rilievo in Napoli milionaria (1945), Questi fantasmi (1946), Filumena Marturano (1946), Le bugie con le gambe lunghe e Le voci di dentro, entrambe del 1948, La paura numero uno (1950) e molte altre. Ed è sempre nel dopoguerra che inizia la sua avventura nel cinema, dapprima quasi sottotono poi trovando punte fra le più significative, come il personaggio della madre impicciona della “Bersagliera” nei due Pane, amore e... di Luigi Comencini e, soprattutto, quello della sorella invadente dei due protagonisti in Totò, Peppino e la... malafemmina (1956) non facendo per nulla rimpiangere la grande Titina De Filippo, prevista per quel ruolo. In televisione è accanto a Nino Taranto in Il numero vincente, L’avvocato Carraturo e Il padrino diretti da Giuseppe Di Martino nel 1962, per la serie Racconti napoletani di Giuseppe Marotta, e nell’episodio Un braccio di meno, per la serie Racconti dell’Italia di oggi diretto da Majano nel 1963.


Nora Ricci

Data nascita: 19 Luglio 1924 (Cancro), Viareggio (Italia)
Data morte: 16 Aprile 1976 (51 anni), Roma (Italia)
Attrice italiana. Figlia d’arte, dopo gli studi di arte drammatica debutta con successo in teatro intraprendendo una notevole carriera come caratterista comica che non abbandonerà mai neppure dopo il matrimonio con V. Gassman. Non particolarmente bella, un viso lungo e affilato dall’aria vagamente sofferente, al cinema arriva grazie a una parte di sfondo in Bellissima (1951) di L. Visconti, ma pur dimostrandosi valente interprete adatta anche alle corde drammatiche, non ottiene uguale successo. La si ricorda moglie ossessiva e prepotente nell’ironico Signore & signori (1965) di P. Germi, fredda istitutrice nei decadenti La caduta degli dèi (1969) e Morte a Venezia (1970) di L. Visconti (che la vuole anche in Ludwig, 1972, nel ruolo della contessa Ferenczy), misteriosa vicina nel melodrammatico e «scandaloso» Il portiere di notte (1974) di L. Cavani.


Mario Castellani

Data nascita: 1906, Roma (Italia)
Data morte: 26 Aprile 1978, Roma (Italia)
Dopo avere esordito nel teatro di rivista, si affermò ben presto come abile caratterista, soprattutto al fianco di Totò. Dal 1948 in poi interpretò nel cinema una nutrita serie di film comici e leggeri, spesso con lo stesso Totò e altri attori comici. Abilissimo nel delineare macchiette di personaggi popolareschi e di genuina espressività, seppe conferire alla sua comicità una finezza ed un gusto sempre controllati e fini, senza mai scadere nella banalità.


Franca Marzi

Nome: Francesca Marsi
Data nascita: 18 Agosto 1926 (Leone), Roma (Italia)
Data morte: 6 Marzo 1989 (62 anni), Cinisello Balsamo (Italia)
Esordisce giovanissima nel teatro di rivista per passare subito dopo al cinema col film Amanti in fuga, del 1946. Tra il 1950 e il 1960 partecipa a numerosi film comici e sentimentali, cui perfettamente si addice la sua bellezza prosperosa. Fra le numerose pellicole a cui prende parte ricordiamo Fifa e arena (1948), Totò terzo uomo (1951), Tizio, Caio e Sempronio (1951), Il mostro dell'isola (1953), Fermi tutti arrivo io! (1953), Suor Maria (1955), Fortunella (1957), Racconti d'estate (1958) e Gastone (1960). Recita al fianco di grandi nomi dello schermo, come Totò, Ugo Tognazzi, Alberto Sordi e Macario. Nel 1957 fornisce la sua più grande prova recitativa nel film Le notti di Cabiria (1957) di Federico Fellini, nei panni della prostituta Wanda, personaggio che ha saputo tracciare con grandissima umanità. Questo ruolo le fa valere un meritatissimo Nastro d'argento e la fa entrare a pieni meriti nella storia del cinema italiano.


Carlo Ninchi

Data nascita: 31 Maggio 1897 (Gemelli), Bologna (Italia)
Data morte: 1 Maggio 1974 (77 anni), Roma (Italia)
Fratello dell'attore Annibale Ninchi, cugino dell'attrice Ave Ninchi, debuttò sui palcoscenici italiani con la compagnia del fratello, cimentandosi con diversi autori nei più disperati genere teatrali, tutti caratterizzati da una componente rude e malinconica, buona, ma di pochissime parole. Fisico possente, voce dal timbro inconfondibile, impersonò Pilade nell'Oreste di Vittorio Alfieri e altri classici greci. Acquistò popolarità dagli anni Trenta in poi, entrando della compagnia del Teatro Eliseo, fama che crebbe e si duplicò con la sua eccezionale e prolifica presenza cinematografica. Debuttò sul grande schermo nella pellicola di Mario Almirante La stella del cinema (1931) e, sotto la dittatura fascista, partecipò a film come Terra madre (1931) di Alessandro Blasetti, Scipione l'africano (1937) di Carmine Gallone e soprattutto Dora Nelson (1940) di Mario Soldati. Famoso anche all'estero, Zoltan Korda lo inserì nel cast de La conquista dell'aria (1940) con Laurence Olivier, mentre in Italia divenne uno degli attori più usati da Mario Bonnard che lo fece comparire come protagonista in: La fanciulla di Portici (1940), Marco Visconti (1941) e Il Re si diverte (1941). Camillo Mastrocinque, Mario Camerini, Carmine Gallone e Mario Soldati lo consacreranno definitivamente, ma fu con la collaborazione di Mario Mattoli, che lo inserirà nel cinema dei "telefoni bianchi", che acquisterà l'apprezzamento di tutti gli italiani e soprattutto di tutte le italiane. Pellicole come Catene invisibili (1942), Stasera niente di nuovo (1942), La valle del diavolo (1943), La Vispa Teresa (1943) e Circo equestre Za-bum (1944) entrano nel cuore dell'Italia dilaniata dai bombardamenti. Si rise con Carlo Ninchi, si pianse con Carlo Ninchi, si amò Carlo Ninchi. Durante la guerra, dopo essersi confrontato con il teatro comico e la rivista, fu uno dei protagonisti della scena italiana che allora era investita da un rinnovamento senza precedenti e, dopo essere passato di nuovo sotto l'obiettivo di Alessandrini, eccolo nel cast de La porta del cielo (1945) di Vittorio De Sica. Particolare attenzione gli prestò persino il regista Bragaglia che giocò con il personaggio di Ninchi in La primula bianca (1946), Totò al giro d'Italia (1948, travestendolo da Dante Alighieri), Totò le Moko (1949) e Le sei moglie di Barbablù (1950), mentre un cinema più impegnato, targato Roberto Rossellini, lo aspettò in Desiderio (1946). Riccardo Freda ne fece un eroe: impersonò prima un vigoroso D'Artagnan in Il figlio di d'Artagnan e poi un drammatico Conte Ugolino nella pellicola omonima, entrambi del 1949. Eduardo De Filippo lo spingerà in una Napoli milionaria (1950) e il grandissimo e maestoso René Clair gli farà scoprire la sconvolgente Bellezza del diavolo (1950) in un cast che vantava Paolo Stoppa e Gaston Modot. Film moderni, gialli, i primi peplum, le pellicole d'avventura, i drammi quotidiani e le vicende storiche sono i generi che si susseguono nella sua filmografia negli anni Cinquanta, dove spiccano senza alcun dubbio Camicie rosse (1952) di Alessandrini e Francesco Rosi, con Anna Magnani nel ruolo di Anita Garibaldi, e Il marito (1958) di Nanny Loy. Ancora più intenso fu il ruolo del padre di Jean-Paul Belmondo nella pellicola di De Sica La ciociara (1960), cui seguiranno, fino agli anni Settanta, numerosi sceneggiati, fino alla morte che lo colpì nel 1974. Oggi, non resta che un'immagine filmica di questo attore forte e maturo che si è impegnato soprattutto in ruoli carichi di solitudine e di nostalgia.


Nerio Bernardi

Data nascita: 23 Luglio 1899 (Leone), Bologna (Italia)
Data morte: 12 Gennaio 1971 (71 anni), Roma (Italia)
Raffinato e carismatico attore dal portamento signorile e dalla voce profonda e incisiva, dopo aver studiato prima matematica e medicina, poi contrappunto e composizione, si è dedicato al teatro e al cinema. Ha recitato in compagnie di prestigio, debuttando con il Teatro degli Italiani di Roma, diretto da Lucio D'Ambra, nel 1922-23 in qualità di attor giovane. Poi nel ruolo di primattore ha recitato nella compagnia della grandissima Maria Melato (1928-31), a cui sono seguite le interpretazioni con le compagnie di Tatiana Pavlova, la Carini-Capodaglio-Betrone, la Solbelli-Calò-Bernardi (1938-39) e la Maltagliati-Ninchi (1948-49). Inoltre ha affiancato due importantissimi nomi della scena italiana: Ermete Zacconi e Dina Galli. Ha lavorato con grandi registi quali Max Reinhardt (si ricordano il Sogno d'una notte di mezza estate nel 1933 e Il mercante di Venezia nel 1935 di Shakespeare), Copeau, Simoni, Pavolini e Visconti. Dal 1919 ha interpretato molti ruoli cinematografici sia in Italia che all'estero. Durante la 2^ Guerra Mondiale si recò in Spagna per girare alcune pellicole. Durante il soggiorno spagnolo, insieme ad altri attori che vi si erano recati per colpa del conflitto (Emilio Cigoli, Paola Barbara, Franco Coop, Romano Calò, Anita Farra), contribuì a doppiare alcuni film. Dal 1952 ha insegnato trucco e comportamento all'Accademia d'arte drammatica”Silvio D'Amico”di Roma.

*I testi delle biografie degli attori sono tratte da www.mymovies.it



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