I tartassati

[Totò e Aldo Fabrizi] [Totò e Aldo Fabrizi]

[Totò e Anna Campori] [Totò ]

[Totò con Aldo Fabrizi] [Totò con Aldo Fabrizi] [Totò con Louis De Funès]

[Totò con Aldo Fabrizi] [Totò]

[Totò con Aldo Fabrizi] [Totò con Louis De Funès e Aldo Fabrizi]

[Totò con Aldo Fabrizi] [Totò con Aldo Fabrizi]

Videoclip titoli di testa

Regia : Steno(Stefano Vanzina)
Soggetto : Metz,Gianviti
Sceneggiatura : Metz,Gianviti,Maccari,Steno,Fabrizi
Fotografia : Marco Scarpelli
Scenografia : Giorgio Giovannini
Musica : Piero Piccioni
Montaggio : Eraldo Da Roma
Aiuto regia : Mariano Laurenti
Produzione : Maxima Film,Cei-Incom,Roma/Champ Elyses,Paris
Durata: 105 minuti

Interpreti e personaggi:
Totò ( il cav. Torquato Pezzella )
Aldo Fabrizi( il maresciallo Fabio Topponi )
Miranda Campa( sua moglie )
Katia Caro(Laura,sua figlia )
Louis De Funès( Ettore Curto,il ragioniere )
Luciano Marin( Tino Pezzella )
Anna Campori( Dora )
Fernand Sardou( Ernesto )
Ignazio Leone( la guardia forestale )
Nando Bruno( l'ubriaco )
Piera Arico( Bruna )
Gianna Cobelli( Maria )
Lella Fabrizi( l'infermiera )
Cesare Fantoni( il prete )
Ciccio Barbi( il brigadiere Bardi )
Mario Meniconi( un facchino )
Lamberto Antinori( il giovane finanziere )

                 

Soggetto

Il commerciante Pezzella tenta di corrompere il maresciallo Topponi,che sta effettuando dei controlli nel suo negozio,con una serie di regali che però giungono ad un indirizzo sbagliato.Si ritrovano per caso a caccia e al ritorno hanno un incidente stradale,e finiscono nella stessa camera dell'ospedale.Una volta dimessi Pezzella ruba la borsa del maresciallo che contiene documenti che lo riguardano,ma consigliato dal parroco la restituisce.I due diventano cosi' amici ed anche consuoceri.

Critica e curiosità

Ottima interpretazione del duo Totò - Fabrizi ; il ruolo di Funes , imposto dalla partecipazione francese al film , risulta marginale . Tra le scene più divertenti quelle della battuta di caccia , e i repentini voltafaccia politici del Pezzella cercando di assecondare il maresciallo Topponi .
Scriveva Alberto Albertazzi : " Dopo essere stati ladro e guardia in un film che ancora oggi viene ricordato con simpatia , Totò e Fabrizi tornano insieme in una vicenda forse ancora più attuale .[..] Sulla linea di un dialogo particolarmente spassoso , Totò e Aldo Fabrizi hanno dato il meglio delle loro apprezzate doti che , specialmete per quanto riguarda il primo , sembravano un pò offuscate in questi ultimi tempi [..] " .
E Leo Pestelli . " [..] Il ricorso a due comici di grosso calibro , Totò e Aldo Fabrizi , ha assicurato lo spettacolo , che se non sempre fine o peregrino , scorre però vivace e divertente [..] " .
Scriveva Claudio G. Fava : " [..] L'antica lotta fra guardia e ladro ( che è una delle chiavi di volta del cinema italiano comico , e non delle più fragili ) ; la schermaglia ormai annosa fra Totò perseguitato e Fabrizi persecutore , viene riporoposta , in questo filmetto di Steno , in chiave fiscale . [..] Sorretto e salvato dal mestiere antico e furbesco dei due protagonisti , che hanno esperienza da tenere in piedi , da soli , sceneggiatura e regia di dieci opere equivalenti " .


Aldo Fabrizi

Data nascita: 1 Novembre 1905 (Scorpione), Roma (Italia)
Data morte: 2 Aprile 1990 (84 anni), Roma (Italia)
Aldo Fabrizi rappresenta l'anima di Roma, la cosiddetta Città Eterna, che l'ha sempre considerato il suo figlio prediletto. Del popolo romano l'attore ha canzonato in oltre cinquant'anni di carriera vizi e debolezze, con quel suo umorismo tanto cinico e disincantato, quanto dissacrante e tagliente, così caratterizzante del suo fare flemmatico e arguto. Sapeva scherzare su tutto, ma prima di tutto su se stesso, ed in particolar modo sul suo fisico corpulento, palese dimostrazione della sua smisurata passione per il cibo, e soprattutto per i piatti tipici della cucina romana, che egli stesso si deliziava nel preparare. Era la voce del "popolino", dal quale egli proveniva e che ha sempre portato nel cuore. Attraverso i suoi tipici personaggi - con i quali ha conquistato le platee dell'Italia intera a partire dai suoi esordi teatrali nei primi anni Trenta, e che ha fortunatamente riproposto in televisione negli anni Settanta - come il vetturino il cui cavallo lo batte in fatto di stanchezza, il tranviere contro cui tutti i passeggeri si accaniscono, o il cameriere dai piedi stanchi, Fabrizi esprimeva il suo spirito caustico, e conduceva una sferzante satira sulla romanità, ma ancor più in generale sull'uomo qualunque del suo tempo. In cinema debuttò nel 1942, ma si sarebbe dovuto aspettare il 1945 perché egli avesse potuto dar prova di una profonda sensibilità artistica in un ruolo diverso dai soliti, stavolta drammatico, quello di un prete eroico che si fa fucilare dai tedeschi pur di non rivelare i nomi di alcuni partigiani, nel capolavoro di Rossellini, Roma città aperta. Il film - che lo vede per la terza volta al fianco dell'amica-nemica Anna Magnani, che in quanto a schiettezza e sfacciataggine riusciva a tenergli testa - gli offrì l'opportunità di fornire una struggente e sofferta interpretazione, densa di emotività, e carica di una coinvolgente naturalezza, dimostrando così di essere un attore a tutto tondo. La sua filmografia è sterminata: lo ricordiamo spesse volte al fianco dell'amico Totò, soprattutto nel film caustico-amaro Guardie e ladri (1951) di Steno e Mario Monicelli; e poi in una serie di svariati, e talvolta grotteschi personaggi, come il contadino furbo e bonario di Vivere in pace (1947) di Luigi Zampa, il padre egoista e protervo di Prima comunione (1950) di Alessandro Blasetti, lo sfortunato e bizzarro capofamiglia nella serie de "La famiglia Passaguai" (tre film dal 1951 al '52), di cui egli stesso fu il regista, e il ricco e rozzo palazzinaro di C'eravamo tanto amati (1974) di Ettore Scola, deluso e disincantato ritratto della pseudo-impegnata generazione di sinistra del periodo post-secondo conflitto mondiale. Dopo tanti impegni come attore cinematografico, il teatro lo rivide incontrastato mattatore nella celeberrima commedia musicale di Garinei e Giovannini, Rugantino, portata per la prima volta in scena nel 1962, ripetuta diverse volte negli anni successivi, e portata addirittura a New York. Accanto ad interpreti del calibro di Nino Manfredi e Bice Valori, Fabrizi impersonò il tragicomico personaggio di Mastro Titta, un boia della Roma papalina, che dietro il suo aspetto burbero e rude, si dimostrava sensibile e bonario. Da ricordare infine le sua spassosissime apparizioni televisive, e le sue deliziose raccolte di ricette e poesie, spiritosamente intitolate La pastasciutta (1971), Nonna minestra (1974) e Nonno pane (1980). La Roma paciosa e scanzonata che lo vide nascere, se lo portò via, in una triste mattinata primaverile del 1990, quando "er sor Aldo" aveva da qualche mese compiuto ottantaquattro anni.


Miranda Campa

Data nascita: 31 Gennaio 1914 (Acquario), Ginevra (Svizzera)
Allieva dell'Accademia Nazionale di Arte Drammatica, ha svolto dapprima una intensa attività teatrale, rivelando notevoli qualità nell'interpretazione dei Dialoghi delle carmelitane, un dramma di George Bernanos, andato in scena nel 1952 al Piccolo Teatro di Roma. Da allora, ha sostenuto talvolta ruoli di religiosa anche nel cinema, dove aveva esordito nel 1950, dimostrando efficacia ed intensa drammaticità. Da ricordare, in proposito, Suor Teresa (La grande rinuncia), del 1951.


Louis De Funès

Nome: Louis Germain de Funès de Galarza
Data nascita: 31 Luglio 1914 (Leone), Courbevoie (Francia)
Data morte: 27 Gennaio 1983 (68 anni), Nantes (Francia)
Di origini spagnole, dopo aver svolto diversi mestieri ed essersi mantenuto, durante la Seconda Guerra Mondiale, suonando il pianoforte in locali notturni, entrò nel corso di recitazione curato da René Simon. Ma la sua dizione, non all'altezza di un attore ma certamente adatta per far ridere, non venne apprezzata, così il giovane Louis venne messo alla porta. La sua grande carriera cominciò per caso quando nel 1945, l'attore Daniel Gelin, venne colpito particolarmente dalla sua vivacità e dal suo stralunato umorismo, cosicché gli trovò un piccolo ruolo nel film La tentation de Barbizon di Jean Stelli, e in seguito ne L'amant de paille di Marc-Gilbert Sauvageon. Un piccolo passo era stato fatto quindi, ma perché Louis de Funès avesse ottenuto il successo meritato si sarebbe dovuto aspettare ancora del tempo. Dai primi anni '50 alternò la precaria attività cinematografica a quella teatrale. Nel 1956 finalmente il cinema si decise a mettere in risalto il suo grande istrionismo e la sua personalità buffa ed eccentrica nel film La traversée de Paris (La traversata di Parigi) di Claude Autant-Lara, con Jean Gabin. All'uscita la pellicola ottenne grandi consensi e sancì la scalata al successo del grande Louis de Funès. Nel 1959 il comico ebbe un trionfo anche il teatro con una divertentissima commedia intitolata Oscar, rappresentata anche negli anni seguenti e portata sullo schermo nel 1967. Sempre nel '59 arrivò in Italia per girare due film al fianco del grande Totò: I tartassati e Totò, Eva e il pennello proibito. I rapporti col grande comico napoletano (del quale Louis doppiava la voce in Francia) parvero non essere idilliaci inizialmente a causa del fastidio che Totò provava nei confronti della mimica nervosa e frenetica del collega francese. Ma in seguito i due divennero amici, tanto che quando Totò morì, il 15 aprile 1967, de Funès fu il solo attore francese ad inviare un comunicato di condoglianze alla famiglia del comico. Nel 1964 interpretò Le gendarme de Saint Tropez di Jean Girault (che ebbe cinque seguiti), e per questa occasione creò l'esilarante personaggio che contribuì a far accrescere la sua già grande fama: lo scalcinato gendarme Cruchot. Altro suo grande personaggio fu quello del commissario Juve in tre film della serie " Fantomas ": Fantômas (Fantomas '70, 1965), Fantômas se déchaine (Fantomas minaccia il mondo, 1966) e Fantômas contre Scotland Yard (Fantomas contro Scotland Yard, 1967). Sempre in quel periodo il regista Gérard Oury lo mise in coppia con André Bourvil in una serie di film di grande successo, tra i quali ricordiamo Le corniaud (Colpo grosso, ma non troppo, 1965) e La grande vadrouille (Tre uomini in fuga, 1966). Nel 1969 scrisse ed interpretò un film davvero gustoso, intitolato Hibernatus (Louis de Funès e il nonno surgelato, 1969). Fu diretto di nuovo da Gérard Oury ne La folie des grandeurs (Mania di grandezza, 1971) con Yves Montand, e Les aventures di Rabbi Jacob (Le folli avventure di Rabbi Jacob, 1973). Nel 1979 si calò eccellentemente nella doppia veste di regista e attore in L'Avare (L'avaro), tratto da Molière. La sua interpretazione grottesca e surreale del meschino Arpagone rimane certamente una delle migliori del grande attore francese. Ma da qualche tempo la sua salute stava cominciando a dare alcuni problemi (fu colto da alcuni infarti). Il 27 gennaio 1983, dopo aver ricoperto per l'ultima volta il ruolo di Cruchot, in Le gendarme et les gendarmettes, il grande Louis de Funès si spense a causa di un'ennesima crisi cardiaca. Louis de Funès è stato e sarà sempre un comico eccezionale: le sue smorfie e le sue collere, hanno scritto pagine vive nella mente di intere generazioni di spettatori.


Luciano Marin

Data nascita: 9 Dicembre 1931 (Sagittario), Roma (Italia)
Appartenente ad una agiata famiglia di origini venete, studente in scienze statistiche, fisico atletico, aria da bravo ragazzo, tipico esemplare di una certa borghesia romana, giunge al cinema quasi per caso scelto da Pietro Germi per impersonare il giovane operaio, appassionato giocatore di calcio e fratello della tormentata protagonista (Franca Bettoja), ne L’uomo di paglia (1958). In questa prima occasione dimostra buone doti recitative unite a una certa disinvoltura, oltre che un’ottima fotogenìa e aderenza fisica al personaggio. La strada sembra tracciata per fare entrare il giovane attore nel novero delle “sicure speranze” del cinema italiano, sulla scia dei vari Cifariello, Arena, Salvatori, Mattioli, come dimostra il film successivo Tre straniere a Roma dove Marin fa parte, insieme ad altri due nuovi volti (Leonardo Botta e Roy Ciccolini) di un trio di giovanotti simpatici, estroversi, prestanti, briosi. Alla fine degli anni Cinquanta, Luciano Marin ha tutte le carte in regola per diventare uno degli idoli delle ragazzi- ne del periodo e invece nulla di tutto questo. Eroe di mille avventure, fidanzato ideale in commedie brillanti, le migliori delle quali sono fuor di dubbio I tartassati e Primo amore, entrambe nel 1959, quindi protagonista di storielle sentimentali e lacrimevoli e imbrigliato successivamente in pellicole d’avventura, alcune delle quali dirette con competenza e non del tutto disprezzabili, il giovane Marin esaurisce ben presto le sue potenziali, indubbie capacità d’attore e, prima della seconda metà degli anni Sessanta, con una carriera altalenante, scompare dal grande schermo per dedicarsi ad altre attività. Sposato dal 1957 con Nennella Carotenuto, figlia del simpatico Memmo.


Anna Campori

Data nascita: 22 Settembre 1917 (Vergine), Roma (Italia)
Napoletana d'adozione, Anna Campori debuttò piccolissima nella compagnia del padre, anch'egli attore, che lasciò quando incontrò l'attore Pietro De Vico, dal 1937 suo marito e compagno nella vita e sulla scena. Nel 1940Anna e Pietro formarono una loro compagnia che si dedicava prevalentemente alla rivista. Nel 1950 Anna lasciò la compagnia del marito per lavorare con Macario ( La bisbetica sognata, parodia della commedia di Shakespeare). In seguito fondò una compagnia con Alberto Semprini, Katyna Ranieri e Achille Togliani, dedicandosi prevalentemente allo spettacolo musicale. Ottenne grandissima popolarità grazie al divertentissimo sceneggiato televisivo Giovanna, la nonna del Corsaro Nero (1961-66), nel quale vi interpretava l'attempata e tenace corsara Giovanna, a capo di una banda di pirati impegnati a dare la caccia al governatore spagnolo, responsabile della morte del nipote, il Corsaro Nero. Prese parte anche a qualche decina di film, quasi tutti del genere comico, alcuni dei quali accanto al grande Totò, come Un turco napoletano (1953), I tartassati (1959) e Gli onorevoli (1963). Negli anni '80 iniziò la lunga collaborazione con il regista teatrale Antonio Calenda, che la volle nella messa in scena di diversi classici, come L'inventore del cavallo di Achille Campanile, Miles gloriosus di Plauto e Le rose del lago di Brusati. Dotata di un umorismo garbato e gentile, Anna Campori ha dimostrato in sessant'anni di carriera, di essere una delle più brave e spontanee attrici brillanti che lo spettacolo italiano abbia mai avuto.


Ignazio Leone

Data nascita: 19 Aprile 1923 (Ariete), Palermo (Italia)
Data morte: 30 Dicembre 1976 (53 anni), Torino (Italia)
Attore del teatro dialettale e di rivista operante in Sicilia (lavora con la coppia Franchi e Ingrassia), si dedica al cinema a partire dal 1952, chiamato dal regista Carlo Ludovico Bragaglia ad impersonare piccoli ruoli in due film suoi. Per oltre un ventennio (interpreta il suo ultimo lungometraggio nel 1954) è caratterista di rango, anche se non troppo appariscente. Nei suoi numerosi film disegna sobriamente sindaci, camerieri, ragionieri, vigili, commissari di polizia e tanti altri ruoli. Fra tanti lavori di puro e spesso modesto intrattenimento, se ne segnalano alcuni diretti da registi di prestigio come F. Rossi, L. Zampa, C. Lizzani, A. Lattuada e P. Festa Campanile. Ha anche svolto attività di documentarista.


Nando Bruno

Data nascita: 6 Ottobre 1895 (Bilancia), Roma (Italia)
Data morte: 11 Aprile 1963 (67 anni), Roma (Italia)
Grande caratterista cinematografico, in oltre settanta film Nando Bruno ha lasciato traccia della sua ironia bonaria e popolaresca tipicamente romana. Le sue partecipazioni cinematografiche vanno da brillanti ruoli di comprimario a marginali parti da semplice figurante. Tra i numerosi film da lui interpretati ricordiamo Roma città aperta (1945), L'onorevole Angelina (1947), Come persi la guerra (1947), Se fossi deputato (1949), Cortile (1956), Il vedovo (1959) e Il vigile (1960). Altri film: Roma città libera (1946) di Marcello Pagliero; Mio figlio professore (1946) di Renato Castellani; Il delitto di Giovanni Episcopo (1947) di Alberto Lattuada; Gioventù perduta (1948) di Pietro Germi: Ladri di biciclette (1948) di Vittorio De Sica; L'arte di arrangiarsi">L'arte di arrangiarsi (1955) di Luigi Zampa; Il mattatore (1960) di Dino Risi.


Lella Fabrizi

Data nascita: 17 Giugno 1915 (Gemelli), Roma (Italia)
Data morte: 9 Agosto 1993 (78 anni), Roma (Italia)
Attrice italiana. Sulle orme del fratello Aldo, è anche lei attiva in teatro e nel varietà. Esordisce nel cinema abbastanza tardi in I soliti ignoti (1958) di M. Monicelli, in cui è una delle zie adottive dell’orfano interpretato da R. Salvatori. Il suo aspetto bonario e matronale e il suo inconfondibile accento romanesco ne fanno la caratterista ideale di diverse commedie all’italiana come Audace colpo dei soliti ignoti (1959) di N. Loy, I tartassati (1959) di Steno, Scusi lei è favorevole o contrario?? (1966) di A. Sordi, C’eravamo tanto amati (1974) di E. Scola. All’inizio degli anni ’80 C. Verdone le farà interpretare la nonna rassicurante dei suoi personaggi nevrotici e insicuri (Bianco, rosso e Verdone, 1981; Acqua e sapone, 1983).


Cesare Fantoni

Data nascita: 1 Febbraio 1905 (Acquario), Bologna (Italia) Data morte: 15 Gennaio 1963 (57 anni), Roma (Italia) Dopo un'intensa attività nel teatro di prosa, esordì come attore cinematografico nel 1938 in Equatore (G. Valori). La sua partecipazione al mondo del cinema si è protratta fino al 1967; tuttavia, benché sia comparso in numerosi film di vario genere (storico, brillante, cavalleresco, sentimentale), non è mai andato oltre ruoli di caratterista, pur dimostrandosi un attore incisivo e di notevoli possibilità drammatiche. Padre dell'attore Sergio Fantoni.


Ciccio Barbi

Nome: Francesco Barbi
Data nascita: 1 Gennaio 1919 (Capricorno), Torino (Italia)
Dopo avere iniziato come attore d'avanspettacolo e di rivista, esordi sullo schermo nel 1947 ne L'onorevole Angelina, diretto da Luigi Zampa. In esso Barbi ebbe a fianco Anna Magnani, che, con a fianco un'eccellente "spalla" come Ave Ninchi (vedi), interpretava con il consueto temperamento il personaggio di una proletaria di borgata, divenuta provvisoriamente capopopolo di un nutrito gruppo di madri di famiglia, come lei costrette a lottare con i problemi della sopravvivenza quotidiana, ma che finiscono poi con il rinunciare alla loro rivolta, rientrando nell'ordine e nel ruolo consueto di mogli e di madri più adeguato alla loro natura e alle loro capacità. Alcuni anni dopo, Barbi iniziò una regolare attività di caratterista, sfruttando il suo umorismo forse un po' facile, ma brillante e gustoso, che gli permise di dare vita, nei film da lui interpretati, a felici macchiette di personaggi popolani e bonari, senza mai scadere nella volgarità.


Mario Meniconi

La sua principale attività nel mondo del cinema è quella di interprete e tra i lavori più interessanti possiamo citare la partecipazione nel film Ladri di biciclette (1948) di Vittorio De Sica dove ha interpretato la parte di Meniconi, lo spazzino. Nel 1965 ha inoltre lavorato con Sergio Leone per la realizzazione del film Per qualche dollaro in più dove ha interpretato la parte del conduttore del treno.

*I testi delle biografie degli attori sono tratte da www.mymovies.it



Diventa fan
- Principe Antonio de Curtis - in arte " Toto' "

Vota il film di Totò

Home  Biografia  Teatro  Cinema  Televisione  Poesie  Canzoni 
Frasi celebri  Fumetti  Fotografie  Totomania  Il baule  Home video 
Totò in TV  News  Ricordi  Interviste  Quiz  Libri  Caricature  Giornali 

www.antoniodecurtis.com