Cappella Totò

Focas Flavio Commeno de Curtis di Bisanzio e Clemente

Qui riposa Antonio de Curtis principe di Bisanzio in arte Totò

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- Principe Antonio de Curtis - in arte " Toto' "

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La cappella Totò si trova a Napoli al Cimitero di S.Maria del Pianto (detto anche Cimitero del Pianto).Per coloro che volessero recarvisi una volta raggiunto il cimitero troverete indicazioni su come raggiungere la cappella di Totò, che si trova ad un centinaio di metri dall'ingresso principale. Nella cappella riposa anche Liliana Castagnola la donna che si tolse la vita per amore di Totò.

        






La Livella di Totò: lapide con la poesia davanti alla tomba del «principe» davanti alla tomba di Totò (2012)





NAPOLI - Emozione, lacrime ma anche applausi. E' stata scoperta questa mattina una lapide davanti alla tomba di Totò, al cimitero del Pianto, sulla quale sono incisi i versi della poesia "A Livella". Alla cerimonia era presente la figlia, Liliana ed anche il cardinale Sepe, durante la visita al cimitero, ha voluto passare davanti alla tomba del «principe della risata»
L'iniziativa è stata fortemente voluta, e realizzata, dal direttore del cimitero, Domenico Striano, il quale ha, però, agito in forma privata, da cittadino, chiedendo il sostegno dei fan dell'artista.
La cappella è tra le più visitate ed è consuetudine che le persone lascino messaggi a Totò e anche caramelle e pezzi di torrone.
La poesia è una metafora della vita ma soprattutto della morte la quale, come una livella (la bolla usata dai muratori per mettere sullo stesso piano le superfici) non considera le diversità sociali trattando tutti, quando giunge l'ora, allo stesso modo.
A spiegarlo, negli ultimi versi, è uno dei protagonisti, «Esposito Gennaro netturbino» che, rivolgendosi al defunto ricco marchese irritato per la eccessiva vicinanza tra le loro tombe gli dice: «...Suppuorteme vicino-che te 'mporta? Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive: nuje simmo serie...appartenimmo … morte!».

articolo e foto tratte da www.ilmattino.it






Una lapide con i versi di "A livella" davanti alla tomba di Totò (2012)


NAPOLI - Una lapide di marmo con scolpito in bassorilievo il testo della famosa poesia di Totò "A Livella" sarà scoperta domani, giorno in cui si ricordano i defunti, nel "Cimitero del pianto" a Napoli , sulla facciata della cappella che ospita i resti del Principe della risata.
Alla cerimonia è attesa anche Liliana De Curtis, figlia di Totò che ha acconsentito all'iniziativa voluta dal direttore del cimitero, Domenico Striano, il quale ha, però, agito in forma privata, da cittadino, chiedendo il sostegno dei fan del Principe della Risata.
La cappella, situata in un'area del cimitero che ospita le tombe di altri uomini illustri, è la più visitata ed è ormai consuetudine che chi vi si reca lasci a Totò anche messaggi e caramelle.
La poesia è una metafora della vita ma soprattutto della morte la quale, come una livella (la bolla usata dai muratori per mettere sullo stesso piano le superfici) non considera le diversità sociali trattando tutti, quando giunge l'ora, allo stesso modo.
A spiegarlo, negli ultimi versi, è uno dei protagonisti, «Esposito Gennaro netturbino» che, rivolgendosi al defunto ricco marchese irritato per la eccessiva vicinanza tra le loro tombe gli dice: «...Suppuorteme vicino-che te 'mporta? Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive: nuje simmo serie...appartenimmo … morte!».

articolo tratto da www.ilmattino.it




"La III municipalità dedica una giornata-evento alla commemorazione di Totò" (2012)

In occasione del quarantacinquesimo anniversario della scomparsa di Totò la terza municipalità, nell'ambito della valorizzazione del proprio patrimonio storico, artistico e culturale, depositerà una corona di fiori domenica 15 aprile 2012, alle 10, presso la cappella al Quadrato degli uomini illustri al cimitero di Poggioreale, dove sono custodite le spoglie dell'artista partenopeo. Alla cerimonia parteciperanno l'assessore comunale alla Cultura Antonella Di Nocera, il presidente della terza municipalità Giuliana Di Sarno e i componenti del Consiglio di quartiere.

“L'evento non vuole essere solo commemorativo – dichiara il presidente Di Sarno – ma segnare il punto di partenza per la valorizzazione di uno degli artisti nati nel nostro quartiere che hanno dato lustro non solo al Rione Sanità e alla città di Napoli, ma all'Italia intera. Un cittadino nato e cresciuto in questo quartiere fino all'età di 24 anni, che con la sua filosofia di vita continua a guidare i passi di tanti giovani. Totò ci ha insegnato tanto con la sua poesia, le sue canzoni, la sua arte e le sue riflessioni ma soprattutto con la sua napoletanità che ci onora e rende degni”. La municipalità ha promosso, inoltre, una giornata-evento dedicata a Totò il prossimo 25 aprile, che vedrà la partecipazione di personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura, dello sport e della politica impegnati per la rinascita del Rione Sanità e della figura del grande attore.

articolo tratto da www.julienews.it

foto di Domenico de Fabio





"Napoli: web cam su Totò e Caruso".
Tutto il mondo potrà vegliare sulle loro tombe
(2010)

Sperimentazione avviata dal Comune di Napoli e dall'Università Federico II percontrastare episodi vandalici - Vedere la tomba di Toto' e di Enrico Caruso, al cimitero monumentale di Napoli, sara' possibile tramite internet da tutto il mondo.
Palazzo San Giacomo, in partenariato con l’Università Federico II e la Selav (Servizi elettrici lampade votive Napoli), ha avviato la sperimentazione di un sistema di videosorveglianza nel Quadrato degli uomini illustri del cimitero di Poggioreale.
Il sistema di videosorveglianza del Comune di Napoli si allarga anche al cimitero nell'area riservata agli uomini illustri. Parte la sperimentazione di un sistema di videosorveglianza che consentira' all'amministrazione di ripristinare l'esigenza di sicurezza all'interno del cimitero.
Non è una forma di voyerismo mediatico ma l'idea del Comune e dell'Università di Napoli. La tomba di Totò e di Enrico Caruso al cimitero monumentale di Napoli sarà controllata da tutti coloro che li hanno sempre amati per via web in continuazione su internet.
La trovata nasce da un'esigenza di sicurezza, nei mesi scorsi il cimitero monumentale, è stato oggetto di atti vandalici e furti. Prevista, tra i servizi, la promozione turistica e culturale di alcune struttur






"Napoli, tomba di Totò a rischio. Nel mirino un muro abusivo "(2010)

Non sono partiti gli interventi di ripristino dopo la frana al cimitero del Pianto. Per adesso si indagano ancora le cause: una delle più plausibili riguarda la scoperta di un abuso edilizio. Per evitare infiltrazioni d’acqua, venne eretto un muro di contenimento, abusivo, che isolò una serie di cappelle che si trovano al di sotto della strada spaccata.
Il muretto impedì lo scorrimento dell’acqua che iniziò ad appantanarsi nelle cappelle. Della situazione si accorsero gli addetti cimiteriali quando notarono che alcune casse avevano cominciato a galleggiare e a risalire verso l’alto spinte dall’acqua che aveva trasformato le cappelle in vere e proprie piscine.
Nel frattempo, ieri Liliana De Curtis, la figlia di Totò, ha fatto un blitz al cimitero del pianto per capire qual è la reale situazione. Si è soffermata a lungo nella cappella del padre, poi ha chiesto di essere accompagnata a vedere i danni provocati dalla frana che sta facendo crollare la parte bassa del cimitero. La figlia del principe De Curtis si è mostrata preoccupata.
Per adesso la tomba di Totò, così come quelle di Nino Taranto e del grande tenore Enrico Caruso, non hanno subito danni, ma Liliana ha insistito sulla necessità di intervenire: «Ribadisco il messaggio lanciato tre giorni fa, quando, però, non avevo ancora visto quel che era accaduto: fate in fretta, non permettete che questo luogo vada in rovina.
Ora che ci sono venuta di persona, e ho visto le strade spaccate e le cappelle che stanno per crollare, sono ancora più convinta che sia urgente un intervento». Liliana De Curtis è decisa a fare qualcosa per il cimitero del Pianto, anche per dare seguito a un segnale premonitore contenuto in un sogno, del quale lei stessa racconta nella prima pagina del nostro giornale, in cui proprio i morti di quel cimitero si rivolgevano al padre per essere salvati dal crollo.
Fra quattro giorni cade l’anniversario della morte di Totò, sono passati 43 anni, ma l’amore della città per il principe non s’è mai spento: così la preoccupazione per la sorte della sua tomba tiene con il fiato sospeso tutta Napoli. C’è preoccupazione anche per la sorte di tutte le altre cappelle del cimitero. Nuovi segnali di cedimento vengono notati ogni giorno, da quando il Mattino ha dato notizia della frana. Dai sopralluoghi è stata riscontrata una profonda crepa nel muro di tufo che sostiene la parte bassa della collina di Totò.
È una frattura (la vedete anche in una delle foto di questa pagina), che parte dall’alto e scivola fino alla base del muro. Potrebbe rivelarsi come punto debole e diventare la causa del definitivo cedimento delle cappelle. Anche in basso, nel terrapieno sottostante il cimitero, il muro di contenimento di tufo sembra malmesso. È completamente «spanciato», significa che si è creata una immensa rigonfiatura giusto al centro.
È un segnale che indica una forte pressione da parte del terreno retrostante, sui mattoni di tufo. Per via della pressione il tufo si spinge verso l’esterno e, prima o poi, rischia di cedere. Proprio questi ultimi due segnali spostano l’allarme verso la cava greca, che si trova esattamente sotto al punto in cui si è verificata la frana. Se venisse giù di schianto la collina, inevitabilmente provocherebbe un crollo di quella grotta che resiste da 2.500 anni e che solo venti anni fa, scoperta dallo speleologo Enzo Albertini, ha mostrato i segni lasciati dai cavatori, incisi in un alfabeto che ancora nessuno è riuscito ad interpretare.

articolo di Paolo Barbuto tratto da www.ilmattino.it




" Totò,la frana e il sogno della Livella "(2010)

Ieri sono stata al cimitero del Pianto a dire una preghiera sulla tomba di Totò, il mio papà. Ho potuto vedere di persona la frana che ha aggredito quella bella collina, e sono rimasta attonita. Anche se l'emozione più profonda me l'ha data un racconto che voglio condividere con tutti i napoletani.
Padre Giuseppe Garofalo, il sacerdote del cimitero, due mesi fa ha fatto uno strano sogno, che solo ieri mi ha confidato e che io adesso vi svelo.
Nel sogno era notte fonda, e padre Giuseppe sentiva il rumore di una folla che si agitava nel cimitero del Pianto. Per capire cosa stesse accadendo, ha scavalcato il muro di cinta. Davanti agli occhi uno spettacolo incredibile: una moltitudine di persone che si accalcava davanti alla tomba di mio padre e lo chiamava insistentemente. "Esci Totò, vieni a vedere che succede". Totò si è presentato sulla porta della sua cappellina e ha chiesto di essere lasciato a riposare in pace. La moltitudine, allora, gli ha risposto: "Anche noi siamo morti come te e dormiamo in questo cimitero. Solo che noi non possiamo riposare in pace. Stiamo laggiù e stiamo male: le casse sono rotte, le ossa stanno rotolando a terra. Aiutaci". Così Totò si è voltato, ha fatto un cenno come per dire, aspettate un momento, e ha detto "Piglio 'a casciulella cu 'e qquatt'osse e vengo con voi".
Il racconto finisce qui. Non so voi cosa pensiate dei sogni premonitori, ma quando ho ascoltato la storia del sacerdote, mi sono venuti i brividi. Ho pensato subito a quel che sta succedendo, oggi, in quel cimitero che frana; ho riguardato le fotografie pubblicate sul Mattino, quelle con le bare scoperchiate dentro alla chiesa. Io sono convinta che erano proprio loro, i morti abbandonati, quelli che si rivolgevano a mio padre, a Totò.
Ora che ho visto con i miei occhi ciò che sta avvenendo, ribadisco l'appello che ho lanciato due giorni fa proprio sul Mattino: per piacere fate qualcosa, intervenite per cancellare i segni del degrado, dell'abbandono e della frana. Per adesso, comunque, voglio rassicurare tutti: la tomba di mio padre non è stata lesionata. Non ancora. Ma lo stato di abbandono che c'è in quel luogo mette tanta tristezza.

lettera di Liliana de Curtis al www.ilmattino.it




" La tomba di Totò rischia di sprofondare
Frana la collina del cimitero di Napoli "
(2010)

La figlia: «Intervenite, salviamo tutti i nostri morti
Per me la livella è reale, non è una poesia»
NAPOLI - Rischia di crollare la tomba di Totò. Una frana sta travolgendo la zona del cimitero di Napoli e le cappelle dell’area dove è sepolto il principe De Curtis.
«Lancio un appello: intervenite subito, bloccate la frana, evitate che i nostri morti subiscano questo tormento». La figlia di Totò sostiene di non essere al corrente delle condizioni del cimitero e aggiunge di non parlare solo per suo padre: «Per me la livella è reale, non è una poesia. Non esistono morti più importanti di altri. Bisogna avere rispetto di tutti».
Poesia e realtà. Proprio nei versi ricordati da Liliana de Curtis, il principe della risata aveva immaginato una paradossale scena nel cimitero di Napoli: il povero don Gennaro rimproverato aspramente da un marchese che non sopportava la vicinanza di un defunto di basso rango. «Si fosse vivo - recita La livella - ve farrei cuntento, pigliasse 'a casciulella cu 'e qquatt'osse e proprio mo, obbj'...'nd'a stu mumento mme ne trasesse dinto a n'ata fossa». Quella di Totò al cimitero di Santa Maria del Pianto non è una «casciulella» (piccola cassa) ma una cappella nobiliare, eppure le sue «qquatt'osse» omaggiate tutto l'anno dai fedeli del culto comico, non trovano pace.
La Collina del Paradiso, infatti sta franando, trascinando giù anche le cappelle del cimitero e la chiesa seicentesca di Santa Maria del Pianto. Le strade si spaccano a metà, come documenta un reportage, le lastre di marmo si staccano dalle tombe e dai loculi spuntano resti umani. Vent’anni fa fu predisposto un sostegno per salvare la collina, un muro di cemento; dal novembre scorso, però, il supporto non ha retto.

articolo tratto da corrieredelmezzogiorno.corriere.it




"Liliana de Curtis: adesso si che mi sento meglio " (2009)

«Adesso sì che mi sento meglio» annuncia con la voce squillante Liliana de Curtis. Gli ultimi tre giorni laggiù in fondo al continente nero per la figlia di Totò sono stati uno strazio. Ed è ancora là, per una missione umanitaria a sostegno degli orfani del Sudafrica e del Mozambico. Laggiù ha distribuito copie di «’A livella» tradotte in inglese e in varie lingue locali. Il ritrovamento dello stemma nobiliare del padre e l’immediata ricollocazione sulla facciata della cappella del cimitero di Santa Maria del Pianto la fa esplodere in un ringraziamento che coinvolge tutti, Padreterno compreso: «Dio, sei grande. Ci regali cose che non meritiamo». Scendendo sulla terra, che cosa ha provato quando ha saputo del ritrovamento? «Quando ho sentito al telefono mia figlia Diana con la voce strozzata dall’emozione ho capito subito. Non sono riuscita a trattenere le lacrime di gioia. Ma un rammarico ce l’ho». Quale, signora? «Quello di dover tenere chiusa la cappella, per evitare furti. Ma è mai possibile? Ricevo in continuazione lettere di persone che vorrebbero entrare, visitarla, portare un fiore a mio padre. Anche bambini. Uno di loro ha scritto a Totò: ”Se dovessi scegliere un angelo custode sceglierei te, anche se non hai le ali”». C’è stata una reazione di sdegno che ha coinvolto non solo Napoli, ma tutt’Italia. Che cosa ne pensa? «È il segno del grande amore verso Totò. In tanti mi hanno telefonato fin qui e si sono offerti di rifare lo stemma a proprie spese. Persino qui in Sudafrica, quando è stata data la notizia dai mass-media, la gente era scandalizzata. Come si fa? dicevano, è inammissibile». Ora che tutto è finito bene, quale giudizio dà della vicenda? «Innanzitutto mi chiedo: è possibile non accorgersi che stavano compiendo un furto del genere?». Sono molte le cappelle depredate. «E mi aiuta a dire. Nello specifico di questo episodio c’è dell’incredibile. Uno stemma come quello di mio padre non è attaccato come un francobollo e poi è in alto. Sicuramente c’è voluto molto tempo per staccarlo e hanno dovuto usare una scala. Non è qualcosa che si fa in poco tempo, furtivamente. Avranno dovuto impiegare delle ore. E nessuno s’è accorto di nulla? Ora spero che abbiamo imparato la lezione e che la sorveglianza venga intensificata. Il ritrovamento in tre giorni è la dimostrazione che la polizia funziona bene. E di questo ringrazio tantissimo il questore. Magari funzionasse sempre così». Dopo il furto non ha pensato che rimettere lo stemma al suo posto poteva essere un azzardo? Magari i ladri ci riprovano? «Ma non scherziamo. Mio padre ha realizzato quello stemma nel 1951 per metterlo là e là deve restare». Chi, secondo lei, ha potuto commissionare un furto del genere? «Di sicuro qualche fan sfegatato, ma senza cuore, avido, che non rispetta l’uomo più generoso del mondo. Totò non ci ha lasciato solo il prodotto della sua arte, ma anche tutto il suo cuore. E lo si capisce da come la gente lo ama, da come la città, l’Italia e il mondo ha reagito alla notizia di questo oltraggio». Quale sarà la prima cosa che farà appena tornata in Italia? «E me lo chiede? Vengo subito a Napoli per rivedere lo stemma al suo posto».

articolo di Pietro Treccagnoli tratto da www.ilmattino.it




"Napoli, polizia ritrova lo stemma di Totò
Subito rimesso al suo posto nel cimitero"
(2009)

  
     

Il blasone certamente destinato ad una villa del Nord Italia
Il sindaco: spero non siano stati napoletani, Totò non è stato tradito

Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli hanno ritrovato lo stemma nobiliare, rubato nel corso della notte del 31 maggio scorso, dalla cappella del “Principe della risata” Antonio De Curtis, nel corso di un raid all'interno del Cimitero del Pianto a Poggioreale. Lo stemma nobiliare rubato dalla tomba di Totò è stato ritrovato nella zona di Marianella, quartiere di Napoli, in campagna. Gli agenti della squadra mobile hanno trovato lo stemma in un nascondiglio ricavato nel terreno e nascosto da arbusti: oltre allo stemma presenti anche oggetti sacri, alcuni in marmo. È probabile, ma le indagini lo stabiliranno, che tali oggetti ritrovati possano appartenere ad altre tombe oggetto di raid, tra le quali quella di Enrico Caruso.

E lo stemma è stato rimesso al suo posto nella stessa mattinata di oggi. La cerimonia è avvenuta con la partecipazione de sindaco Rosa Russo Iervolino. Un lungo applauso ha accompagnato il riposizionamento dello stemma. «Toccare Totò, a Napoli e fuori, è impensabile - ha detto Diana De Curtis, nipote del principe della risata - ho ricevuto manifestazioni di affetto da ogni parte del mondo. Questo grave episodio ha, comunque, dimostrato come istituzioni e cittadini ricordino con affetto mio nonno».

«Per Totò questo ed altro»: così il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino, ha commentato la rapidità con cui lo stemma della famiglia de Curtis è stato rimesso a posto, sul frontone della cappella gentilizia, nel cimitero del Pianto. «Voglio ancora sperare - ha aggiunto - che chi ha compiuto questo gesto non sia napoletano. Totò non è stato tradito. Voglio ringraziare i cittadini di Napoli e non, che ci sono stati vicini. Grande plauso alle forze dell'ordine»

Lo stemma era quasi sicuramente destinato ad arredare una lussuosa villa del Nord Italia. Secondo quanto stato sottolineato nel corso di una conferenza stampa dal questore, Santi Giuffrè, era, dunque, su commissione il furto dello stemma nobiliare che oggi è stato riconsegnato alla nipote di Totò, Diana de Curtis. Lo stemma era in un nascondiglio ricavato in un terreno di proprietà privata di Marianella, alla periferia di Napoli dove sono stati trovati anche altri oggetti sacri, forse appartenenti alla tomba di Enrico Caruso, anch'essa trafugata. Lo stemma non ha riportato danni, solo uno piccolo in un angolo, e potrebbe essere collocato davanti alla tomba anche in giornata. Il furto, dunque, secondo quanto anche spiegato dal capo della Squadra Mobile, Vittorio Pisani, era inserito «nel mercato illegale delle opere d'arte che da Napoli va al Nord Italia per arredare ville antiche». Un mercato dove i napoletani hanno il ruolo di ladri per poi trasferire gli oggetti a commercianti e antiquari.

        
articolo e foto tratte da www.ilmattino.it


servizio video di Canale 9






Vandali nella tomba di Totò, la nipote:
«Chi ha preso lo stemma lo riporti indietro»
(2009)

Telefonate e messaggi di solidarietà continuano ad arrivare da tutto il mondo a Diana De Curtis, nipote di Totò, da quando sabato notte dei vandali hanno sfregiato la tomba del «principe della risata» al cimitero napoletano di Santa Maria del Pianto portando via lo stemma.
«La pagina di Facebook è intasata di messaggi da tutto il mondo - ha detto Diana De Curtis - da New York a Caltanissetta, tutti ci vogliono manifestare la loro solidarietà e il loro affetto». Solidarietà naturalmente anche dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino che con il Comune ha manifestato la volontà di farsi carico della riproduzione dello stemma araldico trafugato dalla tomba.
«Mi recherò a Napoli nei prossimi giorni - spiega la nipote di Totò - con i bozzetti dell'originale che mio nonno aveva costruito con le sue stesse mani». Per il momento comunque, il monumento funebre resta chiuso.
«Abbiamo cambiato serrature e lucchetti - racconta Diana - la cappella sarà aperta solo il sabato mattina per permettere a chi lo desidera di lasciare fiori e lettere. D'altronde, quel luogo è oggetto di un vero e proprio pellegrinaggio». Della cura del monumento continueranno ad occuparsene Antonio ed Anna, marito e moglie, «due napoletani per bene». «Andavano sempre a pregare sulla tomba di Totò - dice la nipote - un giorno ci hanno contattato e chiesto se potevano fare qualcosa per noi. Da quel giorno si prendono cura di quel luogo».
La rabbia, per la profanazione della cappella di chi ha reso Napoli grande nel mondo, c'è. «Nell'impulso del momento - ammette Diana - abbiamo anche pensato di spostare la tomba in un altro luogo. Ma le ultime parole di mio nonno prima di morire sono state "Portatemi a Napoli". Noi dobbiamo fare quello che ci ha chiesto».
Oltre a non perdere la fiducia nei napoletani perbene - «siamo napoletani noi stessi» - Diana De Curtis ha ancora una speranza: «Che chi ha trafugato lo stemma, lo riporti indietro».

fonte www.ilmattino.it




" Comune Napoli donerà copia stemma rubato da tomba Totò " (2009)

Il Comune di Napoli realizzerà una copia dello stemma araldico che è stato trasfugato dal monumento funebre di Totò al cimitero del Pianto. Questa mattina, a nome della Città, è stato deposto un cesto di rose rosse sulla tomba dell'indimenticabile artista che era stata profanata nella notte tra venerdì e sabato scorsi. Il Comune - si legge in una nota - attraverso propri funzionari ha preso contatti con la nipote dell'attore comunicando la volontà di farsi carico della realizzazione di una copia dello stemma. L'esecuzione dell'effige nobiliare avverrà su modello dell'originale che è già stato richiesto ai familiari di Totò.

fonte APCOM




" La figlia Liliana: una vergogna, ora dovrò chiudere la cappella ai napoletani " (2009)

NAPOLI (31 maggio) - «Sono indignata, sconcertata. Napoli non può fare questo a Totò». Liliana de Curtis ha la voce tesa, addolorata. La triste notizia l’ha raggiunta in Sud Africa, travolgendola come uno tsunami. «Perché hanno fatto una cosa simile? Perché?» continua a chiedersi. Ma trova comunque la forza per lanciare un appello ai suoi carnefici: «Chiunque sia stato, rimetta le cose a posto - dice al Mattino - Lo faccia per salvare la dignità di Napoli. A cosa gli serve quello stemma? Vuole vantarsi di averlo in casa? O spera di venderlo a qualcuno?».

Si è data una spiegazione?
Non ci riesco, non posso darmi pace. Chi può essere stato? Chi è questa gente maledetta? E poi vorrei sapere perché non c’è qualcuno che controlla il cimitero. Hanno potuto agire indisturbati, nessuno si è reso conto di quello che stavano facendo».

Un furto o un atto vandalico?
«In entrambi i casi si tratta di un gesto terribile. Mio padre ha amato Napoli più della sua vita, ha lottato per difenderla. Quella tomba se l’è costruita con le sue mani, ha scelto i marmi, persino il luogo dove riposare per sempre. E adesso lo hanno tradito in questo modo».

Cosa farà adesso
«Terrò chiusa la cappella, non posso fare altrimenti. Ho paura, persone del genere sono capaci di tutto, anche di portar via le sue spoglie. A che punto siamo arrivati, è una vergogna».

Possibile che non si rendano conto di ciò che hanno fatto?
«Spero che si pentano e che riportino lo stemma nobiliare dove è giusto che stia. Altrimenti mi toccherà farlo dipingere, ma non sarà mai come prima».

Preoccupa il significato di questo gesto.
«È un affronto alla città, alle persone perbene che ancora vivono qui. Se si continua così abbiamo chiuso, davvero. Ormai serve solo un miracolo, un intervento divino». Secondo lei c’è ancora una speranza di cambiamento?
«Sono arrabbiata, in questo momento mi riesce difficile essere ottimista. Purtroppo se la gente non cambia non c’è futuro. Io spendo tutte le mie energie, con grande entusiasmo, per spiegare che Napoli è diversa, non è solo monnezza e camorra. Anche papà lo ha fatto per tutta la vita. Ma ora come farò a dirlo?».

Sta pensando di gettare la spugna?
«Non so, mi spaventa il punto in cui siamo arrivati. Prima questa città proteggeva i suoi eroi, aveva dei punti di riferimento, dei valori precisi. Oggi non si crede più in niente, ma soprattutto non esiste il rispetto per le persone, per i simboli. E invece certe cose vanno rispettate. Cose come l’affetto, l’amicizia, la morte».

articolo a firma ger.aus. tratto dal www.ilmattino.it




" Sfregiata la tomba di Totò, vandali portano via lo stemma " (2009)

servizio di TG3 Campania

NAPOLI - Vandali, a Napoli, hanno sfregiato la tomba di Totò: in un raid, di notte, hanno portato via lo stemma nobiliare che il 'principe della risata' aveva costruito con le sue stesse mani. La figlia di Totò, Liliana De Curtis, si dice arrabbiata e dice anche: "Napoli lo ha tradito". Secondo quanto racconta oggi il quotidiano Il Mattino, il Cimitero del Pianto, gestito dal Comune, dove è sepolto Totò ma anche Nino Taranto ed Enrico Caruso, è immerso nel degrado: erbacce, incuria, assenza di controlli. E così ignoti hanno potuto portare via lo stemma senza che nessuno se ne sia accorto. "Napoli non può fargli questo, ora chiuderò il sepolcro", commenta, "sconcertata e indignata", Liliana De Curtis. "Mio padre ha amato Napoli più della sua vita, ha lottato per difenderla - dice - Quella tomba se l'é costruita con le sue stesse mani, ha scelto i marmi, persino il luogo dove risposare per sempre. E adesso lo hanno tradito in questo modo".

Si dice "amareggiato" l'assessore alla Pianificazione e Manutenzione delle aree cimiteriali del Comune di Napoli, Sabatino Santangelo. Dice che "pur essendoci la volontà di farlo, c'é l'impossibilità tecnica di controllare ogni singola cappella". E aggiunge anche: "Si ha la sensazione che Napoli si sia incattivita".

"Non si tratta di un problema di incuria ma di dimensioni. Abbiamo il cimitero monumentale, quello del Pianto e undici cimiteri di periferia - dice l'assessore - con queste grandi dimensioni abbiamo difficoltà nel controllare tutto. Non abbiamo la possibilità di tenere una security notturna, e il custode che c'é non può controllare ogni singola tomba". "Mi rendo conto che si tratta della tomba di Totò, un nostro monumento, ma ci sono tante tombe di personaggi importanti, come Giovanni Leone, Enrico De Nicola - aggiunge - non possiamo mettere una guardia armata davanti a tutti i sepolcri. Certo, sono amareggiato, è come se Napoli non avesse più rispetto per le personalità che hanno fatto la storia di questa città". "I reati contro la proprietà privata stanno aumentando, anche per colpa della crisi - conclude - Faremo di tutto per aumentare i controlli. Consapevoli, però, che ci sono grossi limiti per farlo".

fonte ansa.it 31 maggio 2009






Commemorazione al cimitero di Napoli (2007)

NAPOLI - Sulle note di Malafemmena pizzicate al mandolino e i versi de A' livella declamati da tre scugnizzi della Sanità, è stato ricordato a Napoli il Principe della risata, Antonio de Curtis, in arte Totò, a quarant'anni dalla morte. Una cerimonia sobria, voluta dalla figlia Liliana e dai familiari dell'indimenticabile artista, che ha radunato una piccola folla di fan dinanzi alla Cappella edificata nel recinto degli Uomini illustri del cimitero di Poggioreale*. Qui un cuscino di rose rosse, inviato dall'amministrazione comunale, ed il picchetto d'onore dei vigili urbani hanno accolto, fin dalle prime ore della mattinata, i numerosi visitatori che hanno reso omaggio al Mausoleo in cui riposa Totò. Presenti il sindaco, Rosa Iervolino e l'assessore al Turismo del Comune, Valeria Valente, alcuni ragazzini della Sanità, quartiere in cui Totò era nato, hanno interpretato, in musica e versi, alcune delle composizioni più celebri dell'indimenticabile artista. Con loro gli amici dell'associazione "diMusicainMusica", dedita al recupero dei ragazzi a rischio attraverso la musica e lo spettacolo, ed il suo animatore, Gianni Lamagna, che ricorderà prossimamente Totò con un concerto previsto nell'ambito delle iniziative programmate dal Comune.
notizia Ansa del 15 aprile 2007
*cappella edificata al cimitero della Pietà di Napoli




foto di Domenico de Fabio







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