Totò nell'immaginario collettivo

L'E.R.S.U. di Ancona, in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Ancona e l'Università degli Studi di Ancona, presenta
TOTO' NELL'IMMAGINARIO COLLETTIVO
Mostra - Tavola rotonda - Presentazione libro - Spettacolo
ANCONA, 26/27 novembre 2001
"Nun songo nu grand'ommo / nun songo nu scienziato. / Ascola nun so' ghiuto / nisciuno m'ha mannato. / S'i' songo intelligente? / e m'ho spiate a mme? / I'songo nato a Napule, che ne pozzo sape'?! / Appartengo alla massaŠ / a chella folla 'e ggente / ca nun capisce proprio o riesto 'e niente. / Però ve pozzo dicere 'na cosa: / campanno notte e ghiuorno a 'stu paese / pur' 'i me so' 'mparato quacche cosa, / quaccosa ca se chiamma umanita'". "Chi e' l'ommo" si chiede Antonio de Curtis nell'omonima poesia; chi e' Toto' ci chiediamo tutti noi. Nonostante su questo grande artista sia stato scritto, detto e raccontato tutto (e il contrario di tutto), siamo sicuri di conoscerlo bene? Siamo sicuri di aver capito la sua umanita'? E i giovani di oggi come lo conoscono? Come clown, marionetta, guitto, inventore di parole o semplicemente come attore? E poi, in definitiva, e' mai esistito Toto'? O e' solo frutto della nostra immaginazione?
Il progetto "TOTO' NELL'IMMAGINARIO COLLETTIVO", curato da Michele Rossi e realizzato dall'E.R.S.U. di Ancona in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e l'Universita' agli Studi del capoluogo dorico, vuole dare un ulteriore contributo a quel continuo studio sul personaggio che piu' di ogni altro ha fatto divertire molte generazioni di italiani.
Programma:
26 novembre, ore 16.00, seminterrato di palazzo Camerata - Via Fanti, 9
Inaugurazione della mostra "Un francobollo per Totò", ovvero 60 ipotetici francobolli dedicati al principe del sorriso da altrettanti artisti italiani. Prodotta in esclusiva dal Festival "Acquaviva nei Fumetti" di Acquaviva Picena, verrà presto donata al Museo Toto' di Napoli, una volta inaugurato, per l'esposizione permanente. E' quindi una opportunita' unica per verificare come artisti (alcuni dei quali marchigiani) diversi tra di loro - per estrazione, cultura ed esperienze di vita - hanno interpretato il grande attore napoletano. Questi gli artisti che hanno aderito al progetto: Ferruccio Alessandri, Giancarlo Alessandrini, Gianni Allegra, Dino Aloi, Alvalenti, Pietro Ardito, Franco Balan, Roberto Battestini, Paolo Belli, Marco Biassoni, Massimo Bonfatti, Luciano Bottaro, Franco Bruna, Stefano Buro, Cleto Capponi, Gianluigi Capriotti, Benedetto Caselli, Mauro Cicare', Tiberio Colantuoni, Lido Contemori, Giobbe Covatta, Crescenzio D'Ambrosio, Cesare D'Antonio, Toni Demuro, Mimmo De Vito, Andrea Domestici, Bruno Donzelli, Valerio Ducros, Pablo Echaurren, Sandro Fabbri, Tommaso Gianno, Giuliano, Danilo Interlenghi, Fabio Ionni, Emilio Isca, Antonio Lapone, Francesco Lemma, Gianni Li Muli, Corrado Mastantuono, Mauro Mazziero, Domes Meloni, Giacomo Michelon, Giorgio Montorio, Jose Munoz, Gino Nardella, Ugo Nespolo, Danilo Paparelli, Paolo Peruzzo, Bruno Prosdocimi, Angelo Maria Ricci, Federico Ricciardi, Giuseppe Rossetti, Andrea Santonastaso, Giorgio Sommacal, Ruben Sosa, Tonio Specchia, Sergio Staino, Achille Superbi, Ernesto Treccani, Roberta Zecca.
La mostra restera' aperta fino al 7 dicembre (esclusi i giorni festivi) con il seguente orario: 10/12 - 16/19.
Ingresso libero.
26 novembre, ore 17.30, sala conferenze di palazzo Camerata - Via Fanti, 9
Tavola rotonda sulla figura di Toto' nell'immaginario collettivo e su aspetti, anche privati, poco conosciuti. Moderata da ALBERTO GEDDA, vede la partecipazione di LILIANA DE CURTIS, nonche' della giornalista MATILDE AMOROSI, degli autori RICCARDO CASSINI e GIAMPIERO SOLARI, dell'attore RAUL CREMONA, del cantante RICKY GIANCO, dello scrittore FRANCESCO SCARABICCHI e di SILVER (il "papa'" di Lupo Alberto). Dopo il clamoroso successo che ha ottenuto lo scorso inverno in America la rassegna dedicata a Toto', durante la chiacchierata si cercherà di approfondire in che misura il nostro attore comico e' tenuto in considerazione dal popolo, quasi come un santo a cui chiedere una grazia... o i numeri al lotto. Al termine della tavola rotonda, verra' presentato il nuovo libro di Liliana de Curtis e Matilde Amorosi dal titolo "Fegato qua, fegato la', fegato fritto e baccala' - Le ricette di Toto', ovvero quisquilie a pranzo e pinzillacchere a cena" (Rizzoli Editore).
Ingresso libero.
27 novembre, ore 21.00, aula magna di Ateneo - Polo di Monte Dago
Ricordando Toto' che vende la fontana di Trevi ad un ignaro turista italo-americano, recital di RAUL CREMONA (figlio e nipote di venditori ad incanto), divenuto famoso grazie alla trasmissione "Mai dire gol" con il personaggio del MAGO ORONZO ("Dimmi cosa vuoi, ti diro' chi sei... Dimmi chi sei, ti diro': che vuoi???")
Ingresso su prenotazione.
Per maggiori informazioni:
E.R.S.U. tel. 071.2274241 / 071.2274243
Michele Rossi: tel/fax 0735.633410
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CUNEO: MEGLIO INTITOLARLA A MACARIO, PERCHÉ PIEMONTESE
Leghisti, non uomini di mondo: bocciata piazza Totò
«Io sono un uomo di mondo: ho fatto il militare a Cuneo». Questa battuta Totò la ripeteva spesso, nei film, a teatro, qualche volta in televisione. Trasudava ironia, ma in fondo - diventata un tormentone - ha contribuito a far conoscere la città piemontese più di mille pieghevoli turistici.
Grata e memore, trascurando l’ironia, la Giunta comunale di Cuneo ha deciso di intitolare una piazzetta al grande attore. L’ha scelta bene, è quella attigua al Teatro Toselli. Ma ha fatto i conti senza la Lega Nord, in perenne e durissima difesa di ogni pietra e di ogni gloria della Padania ubertosa.
Il consigliere leghista Claudio Dutto ha posto il veto. Ha spedito interpellanze al sindaco, ha protestato con gli assessori, ha scritto vibrante di sdegno ai giornali. «Quella piazzetta va dedicata invece all’illustre cittadino cuneese Giovanni Toselli!» è la «summa» del suo pensiero (pensiero?).
Ma poiché sotto la dura scorza i padani sono generosi, Dutto ha ammesso che, semmai, a Totò si può intitolare un altro angolo cittadino. A patto che prima si riservi l’onore a Erminio Macario, «un valente artista che dedicò buona parte della sua vita a promuovere la cultura e il teatro piemontesi». E già, parola di Dutto,Totò non è altro che «un testimonial della cultura napoletana».
Dutto è un bel testimonial della pirlaggine. A chi verrebbe in testa di sostenere che Charlie Chaplin detto Charlot è un testimonial della cultura di Walworth, Londra? I meccanismi del sorriso - della grandezza, in uno specifico settore dell’arte - non hanno mai carta di identità. Provate a contare le pellicole di Totò continuamente in onda sulle reti di Berlusconi, che non fa niente se i sondaggi di opinione e gli indici di ascolto nazionali non sono propizi.
Ed è offensiva, questa visione dell’Italia a fette (di grana padano, non si preoccupi Dutto), pure nei confronti di Macario, che fu, sì, piemontese all’anagrafe, ma divertì e talvolta fece pensare l’intera Italia.
Il potere deve aver dato alla testa dei figli del Po, degli eredi dei Celti. Umberto Bossi, che nelle serate di vino canta «’O sole mio», si è emozionato ascoltando il posteggiatore vesuviano ingaggiato per un anno nel salotto di Berlusconi. Così ha proposto, testimone Emilio Fede, di creare un’equivalenza tra la canzone napoletana e quella lombarda. Con tutto il rispetto per D’Anzi e la «Madunina», per i motivi della mala di Ornella Vanoni e le scarpe di tennis di Enzo Jannacci, siamo al livello dell’elaborazione teorica di Claudio Dutto, consigliere comunale di Cuneo, Italia.
Il principe Antonio de Curtis non si sarà offeso, sa bene quanto sia difficile applicare i sani principi di ogni «livella». Non protesterà, anche se gli avrebbe fatto piacere avere una piazzetta dove fece il militare. Fossimo il sindaco di Napoli intitoleremmo un punto qualunque della città a Erminio Macario: solo per far capire che da noi quelli bravi non hanno targa.
art. di Pietro Gargano tratto ad Il Mattino 19/9/2001
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